È quanto afferma Mario Falconi – Segretario generale nazionale della Fimmg, Federazione Italiana Medici di Famiglia - sindacato maggiormente rappresentativo della categoria - in merito alle dichiarazioni del Ministro seguite alla presentazione del nuovo Piano Sanitario Nazionale.
“Il Ministro della Sanità - prosegue Falconi – ci ha purtroppo abituati da tempo a dichiarazioni superficiali, qualunquistiche e che dimostrano un livello di scarsa conoscenza delle dinamiche complessive del Servizio sanitario nazionale pubblico e quindi della Sua impossibilità di poter proporre soluzioni appropriate per migliorarne la qualità”.
“Per quanto riguarda la medicina di famiglia il Ministro della Sanità Prof. Umberto Veronesi prima di lasciarsi andare ad affermazioni e proposte risibili avrebbe avuto il dovere, quanto meno, di informarsi meglio o di andarsi a rileggere la relazione che il suo predecessore fece al Parlamento sullo stato sanitario del Paese e tutte le indagine succedutesi negli ultimi anni da parte dell’Istat, del Censis e di altri importanti soggetti dalle quali si evince quanto sia gradito e apprezzato il ruolo dei medici di famiglia italiani (primi nella classifica di gradimento).”
“Il Ministro Prof. Umberto Veronesi ignora anche – continua il leader della Fimmg - che il costo complessivo per la medicina di base italiana (medicina di famiglia, pediatria, guardia medica e medicina dei servizi) è solo il 6,1% della spesa sanitaria pubblica e che la burocrazia non l’hanno inventata i medici ma proviene da quel mondo di cui egli fa attualmente parte”.
“Nel rassicurare il Ministro sul fatto che i medici di famiglia italiani non solo fanno diagnosi ma anche cura e soprattutto prevenzione, Mario Falconi prosegue affermando che, per filtrare in modo efficace il numero di ricoveri in ospedale bisognerebbe mettere in condizioni medici e soprattutto i cittadini di non essere vittime delle liste di attesa ”.
“In un Paese nel quale esiste un numero di posti letto ospedalieri spaventosamente alto, alcuni dei quali addirittura inutili e dannosi e non rispondenti ai reali bisogni di una domanda di salute profondamente mutata negli ultimi anni, dove pensa il Ministro della Sanità di trovare risorse per investire in maniera efficace e appropriata nel territorio?”
“Non abbiamo avuto mai fiducia, salvo lodevoli eccezioni, dei Ministri tecnici e il Ministro Veronesi rafforza tale convinzione. Dopo le tante cose promesse e annunciate sarà nostra cura, quando il Ministro Veronesi tornerà a fare il medico a tempo pieno, fare un bilancio finale delle cose da lui realizzate”.
“Stando così le cose quella del Ministro è pura demagogia. Torni a fare l’oncologo - conclude Mario Falconi – che è il suo vero mestiere oppure, invece di dire quello che dice, provi a trovare un pochino di tempo per mettere piede nei nostri studi professionali. Si troverebbe così faccia a faccia con quei milioni di cittadini che ogni giorno si rivolgono al loro medico di famiglia per risolvere problemi e verificherebbe, di persona, le frustrazioni e i danni quotidiani che essi subiscono da una politica sanitaria inefficace, fatta di parole e non di fatti.”
Roma, 9 febbraio 2001