COMUNICATO STAMPA

 

DAL 1998 LA FIMMG LOTTA CONTRO IL FUMO
Con il “Progetto Fumo” già coinvolti oltre 1.000 medici di famiglia

 

 “I dottori anti-fumo non sono una novità di ieri, noi lavoriamo già da tre anni con corsi master per formare professionisti in grado di aiutare i fumatori a smettere. Non vedo perché tanto clamore sull’iniziativa lanciata ieri dal Ministro Veronesi”. Così Mario Falconi, Segretario Generale Nazionale della FIMMG (Federazione Italiana dei Medici di Famiglia) spiega l’impegno della federazione nella dura lotta al fumo di tabacco. Un impegno studiato e attuato in Italia già dal 1998 dalla FIMMG in collaborazione con i pneumologi ospedalieri di AIPO e Carlo Erba OTC (Gruppo Pharmacia Corp.).

Dal 1998 ad oggi i corsi master di aggiornamento – gestiti da Fiorenzo Corti segretario regionale di FIMMG per la Lombardia – hanno portato in aula oltre 1.000 medici di famiglia in 20 regioni italiane con lo scopo di sensibilizzarli sulla patologia fumo e spingerli a dialogare con i pazienti al fine di attivare un percorso personalizzato di disassuefazione, utilizzando contemporaneamente la terapia comportamentale e quella sostitutiva nicotinica (Nicotine Replacement Therapy). Lo scorso anno a sostegno dei partecipanti ai seminari formativi e di tutti coloro che vogliono avvicinarsi al Progetto Fumo sono stati distribuiti due nuovi strumenti: il Manuale di training, un book per la formazione scientifica del medico e degli operatori sanitari, che analizza sinteticamente il problema fumo, partendo da considerazioni clinico-epidemiologiche per raggiungere l’obiettivo dell’abolizione del fumo attraverso la terapia sostitutiva con nicotina; la Guida pratica al counselling: un manuale di supporto per il medico che vuole aiutare i suoi pazienti a smettere di fumare. Ha lo scopo di fornire gli elementi per una comunicazione efficace. Proseguendo su questa strada lo scorso anno la FIMMG ha attivato anche un numero verde anti-fumo che in soli due mesi ha portato ad oltre 5.000 contatti.

“Noi siamo tornati a interrogarci e a confrontarci sulle problematiche legate al fumo perché è compito del medico di famiglia dosare e integrare tutti i nuovi presidi “a rilascio” disponibili sul mercato e quindi configurare per il paziente un vero e proprio trattamento personalizzato”, conclude Mario Falconi. “Mi dispiace che ancora una volta il Ministro della Sanità non abbia tenuto conto dell’impegno di chi, già da qualche anno, lavora su questa strada. Noi siamo convinti che il vecchio motto “l’unione fa la forza” sia sempre valido e quello più suscettibile a raggiungere i migliori risultati. Siamo quindi disposti a collaborare con il nuovo progetto del ministero portando la nostra esperienza maturata sul campo, perché siamo sicuri che il primo corretto approccio con i fumatori debba venire dal medico di famiglia”.

Roma, 20 febbraio 2001