Il leader
dei medici di famiglia sulle dichiarazioni del ministro della Sanità
FALCONI: «IL GOVERNO ESCA DALLE AMBIGUITÀ»
«Medici di famiglia, preparatevi a venire in autunno a Roma insieme ai vostri
assistiti
per una manifestazione a sostegno del diritto di tutti alla tutela della
salute»
«Le dichiarazioni degli ultimi giorni del ministro della Sanità,
Girolamo Sirchia, e quelle del ministro del Welfare, Roberto Maroni, che
parlano di massima autonomia delle Regioni in tema di Sanità, di “buoni salute”
e di assicurazioni restano ancora tutte da definire nei contenuti concreti,
alimentando di fatto grandi dubbi e forti preoccupazioni sulle intenzioni di
politica sanitaria di questo Governo. Non ci pare in ogni caso di intravedere
la volontà di garantire a tutti i cittadini italiani lo stesso diritto alla
tutela della salute così come dettato dalla Costituzione, indipendentemente
dalla residenza e dal reddito».
A
dichiararlo è Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg, il maggior
sindacato dei medici di famiglia.
In
particolare, per Falconi «il ministro Sirchia continua a dirsi sostenitore di
un sistema sanitario universalistico ed equo, ma senza definire che cosa ciò
significhi per lui e per il Governo del quale fa parte. Al contrario – prosegue
il leader della Fimmg - prefigura una riforma della sanità che introdurrebbe
strumenti non coerenti con le sue dichiarazioni di principio».
«Che cos’è
realmente il “buono salute”? - si chiede Falconi - Cosa significa realmente “Rientrerà
nell’autonomia della Regione stabilire se vogliono tutto subito o se
preferiscono che il passaggio delle competenze sia graduale?” Come si
inquadra tutto ciò con l’universalismo
e la solidarietà nazionale?».
Insomma, secondo
Falconi, il professor Sirchia “non più
Assessore Regionale ma ministro della Repubblica” deve essere il tutore
di un diritto costituzionalmente garantito a tutti gli italiani e non solo a
una parte di loro».
«Oltretutto
il neo ministro– ricorda Mario Falconi
– in un incontro con la Fimmg, l’Anaao-Assomed e il Sumai, aveva
assicurato che avrebbe chiesto al Presidente del Consiglio qualche mese di
tempo per chiarire tutti gli aspetti di un’eventuale intervento sul sistema
sanitario nazionale».
«Siamo
perfettamente d’accordo, invece, con il Presidente Ghigo – precisa il leader
del Sindacato - il quale, senza ambiguità, reclama per la sanità 150 mila
miliardi (cifra che avvicinerebbe l’Italia alle medie europee) affermando
l’inutilità di un decentramento senza risorse adeguate e, aggiungiamo noi, senza aver definito livelli uniformi e
appropriati di assistenza».
«Per tutte
queste ragioni – conclude – ci sentiamo fortemente preoccupati e invitiamo i
medici di famiglia a prepararsi a una grande manifestazione che, se sarà
necessario, promuoveremo in autunno a Roma con tutte le altre organizzazioni
che ne condivideranno lo spirito e, soprattutto, con i nostri assistiti il cui
diritto alla tutela della salute ci appare seriamente in pericolo».
Roma, 19 luglio 2001