COMUNICATO STAMPA

CERIVASTATINA: PREVALE IGNORANZA E IPOCRISIA

Ad affermarlo è Mario Falconi, Segretario Generale Nazionale della Fimmg il Sindacato maggiormente rappresentativo dei medici di famiglia, secondo il quale:

-          "Il rischio di effetti collaterali gravi, compresa anche la morte, è quasi nullo per i cittadini italiani in quanto tale farmaco è stato prescritto, quasi sempre, a dosaggi minimali e non in associazione con altri farmaci ipocolesterolemizzanti.

-          Non esiste alcuna possibilità di azzerare il rischio di effetti collaterali indesiderati di un farmaco quando viene messo in commercio e pertanto anche in futuro potrebbero verificasi casi analoghi.

-          Diventa allora indispensabile, per la riduzione del rischio, una seria farmacovigilanza quando il farmaco è reperibile in commercio e viene prescritto nel mondo a milioni di cittadini. A tutt'oggi una farmacovigilanza vera, attiva e di garanzia per i cittadini non esiste in quasi nessun paese al mondo compresa l'Italia.

-          Chi oggi punta il dito esclusivamente contro l'industria farmaceutica, che pure ha indubbi meriti per aver dato un contributo fondamentale alla sconfitta e alla cura di numerosissime malattie, dovrebbe spiegarci cosa ha proposto nel recente passato per organizzare un sistema funzionale di farmacovigilanza.

-          I medici di famiglia italiani, che pur sono più capillarmente distribuiti nel nostro Paese dei Carabinieri costituendo in tal modo una rete importante del Servizio Sanitario Nazionale, non sono stati mai sostanzialmente coinvolti in un processo di vera farmacovigilanza. A tale proposito ci aspetteremmo che qualche autorevole ricercatore ci spiegasse il contributo dato anche in qualità di ex membro della Cuf (Commissione Unica per il Farmaco).

-          Una vera lotta alla riduzione dei rischi da assunzione di farmaci dovrebbe essere fatta investendo più risorse per la tutela della salute nella formazione sia dei cittadini, i quali in una logica di libero mercato molto spesso sono indotti a delegare al farmaco la soluzione di ogni loro problema, sia soprattutto della classe medica attraverso l'educazione medica continua e una nuova e diversa formazione di base universitaria e specialistica post-universitaria.

-          La Commissione richiesta nell'agosto del 2000 dalla Fimmg all'allora ministro della Sanità, sia per coinvolgere i medici di famiglia nella sperimentazione di fase III e IV, sia per rendere più etica e deontologica l'informazione scientifica sul farmaco, si è insediata soltanto nei primi giorni di questo mese su incarico del ministro Sirchia ed ha visto la partecipazione, oltre che della Fimmg anche della Fnomceo (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri) e di Farmindustria. Faremo di tutto perché entro la fine di quest'anno detta Commissione, allargata anche ad altri soggetti interessati, produca fatti concreti anche per recuperare pienamente la fiducia dei cittadini verso le Istituzione sanitarie, verso i medici e verso la stessa industria farmaceutica".

Roma 18 agosto 2001