Roma 26 Aprile 2002

COMUNICATO STAMPA

L’ITALIA DEL FARMACO: UNO STIVALE VESTITO DA ARLECCHINO CON QUALCHE ODIOSO “SOPRUSO”

Ad affermarlo è Mario Falconi – Segretario generale nazionale della Fimmg, il sindacato più rappresentativo dei medici di famiglia - secondo il quale, come ampiamente e reiteratamente previsto all’indomani della legge “taglia-spesa” (n. 405 del novembre 2001), è saltato completamente il livello uniforme appropriato di assistenza farmaceutica soprattutto rispetto alle varie compartecipazioni economiche da parte dei cittadini.

Non sarebbe stato più logico che le Regioni italiane avessero concordato ed eventualmente introdotto modalità compartecipative, finalizzate al contenimento della spesa in gran parte omogenee su tutto il territorio nazionale e soprattutto rivendicato la maggioranza dei membri della CUF (Commissione Unica del Farmaco) per avere certezze e sicurezze nel governo del delicato settore farmaceutico?

Rispetto ai soprusi che i cittadini devono subire essi sono dovuti al fatto che la stragrande maggioranza delle Regioni non ha ancora ritenuto di dover evitare ai cittadini oneri economici aggiuntivi quando il farmaco generico prescritto dal medico di famiglia non viene dispensato dal farmacista perché introvabile. E’ in questo modo che si vuole implementare il mercato dei farmaci generici nel segno del perseguimento della giusta e indispensabile appropriatezza prescrittiva?

Sarebbe infine auspicabile che Federfarma (l’Associazione più rappresentativa dei farmacisti) evitasse di enfatizzare proposte di contenimento della spesa farmaceutica, quali quella di obbligare alla monoprescrizione per ricetta, a scapito dei cittadini e dei medici dato l’inevitabile e odioso peggioramento del già insostenibile carico burocratico.