COMUNICATO STAMPA
Sanità e
spesa nella Regione Lazio
L’Assessore Saraceni “Premi ai medici che tagliano le ricette”
La Fimmg: una proposta indecente.
Così
commentano le dichiarazioni dell’Assessore Saraceni il Segretario Nazionale
della FIMMG, Mario Falconi ed il Segretario Regionale Pier Luigi Bartoletti.
Una simile proposta è eticamente e
moralmente non condivisibile. Governare la sanità in un paese che invecchia
progressivamente e nel quale
aumentano le patologie cronico-degenerative
e si utilizzano tecnologie e farmaci sempre più sofisticati, imporrebbe
conoscenza profonda del sistema, razionalità e sopratutto capacità di proporre
e far condividere scelte appropriate nel primario interesse dei cittadini,
sopratutto se malati.
Nella Regione Lazio, aggiungono Mario Falconi e Pier Luigi Bartoletti il sistema è più a rischio di bancarotta, sopratutto perché non sono stati affrontati a tutt’oggi, a detta dello stesso Assessore, questioni fondamentali, come la spesa ospedaliera che, sfiora nella nostra regione il 60% al contrario delle regioni più virtuose in cui si attesta intorno al 46%. La stessa spesa farmaceutica meriterebbe un’analisi approfondita delle cause che la generano e non può essere affrontata ipotizzando soluzioni frutto più dell’improvvisazione del momento che di una programmazione seria e responsabile.
Se si
vogliono realmente conseguire risultati seri in sanità, continuano M.Falconi e
P.L.Bartoletti, bisogna rapidamente, come già abbiamo suggerito all’Assessore
circa due anni fa:
a)
Chiudere o riconvertire posti letto per acuti e non reiterare più volte l’intenzione
di farlo;
b)
Spostare risorse per l’organizzazione sanitaria territoriale
e soprattutto per l’assistenza domiciliare e residenziale;
c)
Destinare risorse alla prevenzione dato che l’investimento
in questo settore è da parte della regione
Lazio il più basso d’ Italia;
d)
Dare immediato seguito all’accordo della medicina generale,
strumento che tutti hanno sottoscritto e considerato fondamentale per
migliorare l’assistenza sanitaria razionalizzandone i costi.
e)
Attuare l’Osservatorio regionale per l’Appropriatezza,
richiesto e promesso da quasi due anni, deliberato da circa 6 mesi ma ad oggi
ancora non realizzato. Se non si
darà la possibilità a tutti i medici, ma in particolare ai medici di famiglia,
di poter segnalare, attraverso tale importante strumento, tutte le
inappropriatezze prescrittive con cui vengono quotidianamente coinvolti, non sarà possibile conoscere quali
cause generano l’attuale sfasatura dei conti e nemmeno strutturare interventi seri nel settore per rispondere ai reali
bisogni dei cittadini;
f)
Istituire i Comitati Distrettuali per il monitoraggio della
spesa, anch’essi già previsti nel 2000, concordati a Gennaio ma mai attuati;
g)
Istituire presso la Regione una Consulta permanente con
tutti gli operatori e comprendente anche le organizzazioni di tutela dei
cittadini, dove scegliere obiettivi ed intraprendere strategie condivise;
h)
Abbandonare definitivamente l’idea, peraltro già bocciata da
tutti i rappresentanti provinciali della FIMMG nell’ultimo Consiglio Nazionale,
che si possa premiare con incentivi economici i medici che risparmiano sulle
“ricette” invece di premiare la qualità del loro operato. Ciò altererebbe il rapporto fiduciario con i cittadini
con gravi conseguenze per la tutela della loro salute.
i)
Diffondere in tutta la regione la distribuzione diretta ai
cittadini dei farmaci ad alto costo e promuovere corsi di formazione di
farmaco-econonomia in tutte le aziende sanitarie.
La FIMMG,
concludono M.Falconi e P.L.Bartoletti, ha dimostrato sin qui grande senso di
responsabilità e pazienza che, ove messe reiteratamente e maldestramente alla
prova, potrebbero tramutarsi in
legittima ribellione. Siamo pronti a mettere in essere insieme ai cittadini,
tutte le azioni politiche e sindacali utili ad avere per loro la certezza di
una vera tutela della salute e per i medici di famiglia più rispetto per la
loro dignità e per il fondamentale ruolo professionale.