Conferenza Stampa
“Hotel Nazionale”
Roma, 24 giugno 2002

 

COMUNICATO STAMPA

 

La proposta di Mario Falconi, Segretario nazionale della Fimmg

UN “PIANO SANITÀ” DA INSERIRE
TRA LE GRANDI OPERE PROMESSE DAL GOVERNO

 

Un piano di investimenti nella sanità, che ne faccia occasione di sviluppo per tutto il Paese: è questa, in sintesi, la proposta di Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg, il sindacato dei medici di famiglia.

«È ora di smetterla di considerare la sanità solo come una voce di spesa – dichiara Falconi – e tentare invece, come anche il buon senso consiglia, di considerarla un fattore di sviluppo alla stregua delle grandi opere pubbliche promesse dal Governo. Se si vuole realmente dare dignità al primato della politica – aggiunge - i tempi sono maturi per cominciare a vedere il comparto sanità per quello che è, vale a dire un settore a elevata tecnologia, professionalità e produttività e conseguentemente oggetto di politiche di investimento e di potenziamento».

Diversamente, avverte il leader dei medici di famiglia, il rischio è che tra non molto tempo ci troveremo a dover fare scelte eticamente difficili da accettare come, per esempio, se finanziare la dialisi (soprattutto per i cittadini di età avanzata) oppure usare le stesse risorse per forme di vaccinazioni di massa: un anno di dialisi costa infatti 35 mila euro e salva una vita, mentre con la stessa cifra è possibile salvare nello stesso periodo di tempo 4–5 vite di persone ultrasessantacinquenni attraverso la vaccinazione antinfluenzale.

Il nostro Ssn, ricorda Falconi, ha saputo garantire indicatori dello stato di salute ai massimi livelli con una spesa che gli ha fatto meritare di essere classificato tra i migliori Servizi sanitari del mondo, ma soffre oggi l’influenza di una serie di fattori che devono essere correttamente analizzati. Tra questi: l’invecchiamento della popolazione; i progressi della medicina e i costi delle tecnologie; l’aumento dei consumi; la limitazione delle risorse; la rigidità del sistema; la crisi del modello federalista; la formazione degli operatori e dei cittadini.

I rimedi, però, ci sono, assicura il segretario nazionale della Fimmg, e vanno cercati principalmente nell’appropriatezza dei servizi e delle prestazioni, nella riqualificazione della domanda e nell’adeguamento del finanziamento.

D’altronde «abbiamo certezza assoluta - conclude Falconi - che se non si abbandonerà in fretta l’abitudine di progettare per apparire e finanziare per risparmiare, la salute e la stessa vita di molti cittadini italiani saranno in grave pericolo. Sarà anche di questo che parleremo con i nostri assistiti, per spiegare la ragione di quei cinque minuti di “silenzio” che osserveremo venerdì 28 giungo nei nostri studi».