COMUNICATO STAMPA

5 LUGLIO 2002: UNA GIORNATA SOSPETTOSAMENTE FAVOREVOLE AGLI AFFOSSATORI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE
- Tagli in sanità in Consiglio dei Ministri
- Guardia di finanza che annuncia maxi inchiesta su presunte illecite collusioni fra aziende farmaceutiche e medici

“Esprimiamo una condanna senza appello – afferma Mario Falconi il Segretario generale della Fimmg - verso tutti quei mascalzoni, sia del mondo sanitario che dell’industria farmaceutica, che si fossero resi responsabili di atti illeciti penalmente perseguibili e contro i quali ci costituiremmo, come sempre, parte civile.

Ma un’altra forte condanna per “illecito morale” ci sentiamo di esprimere, a nome della stragrande maggioranza dei medici onesti, verso coloro, soprattutto appartenenti alle istituzioni, che avrebbero potuto e dovuto produrre atti concreti per prevenire comportamenti moralmente, deontologicamente e legalmente illeciti e non lo hanno fatto.

“In piena coscienza e onestà intellettuale – prosegue il leader della Fimmg - vorremmo rammentare atti concreti da noi prodotti in epoca non sospetta:

“La rilettura del comunicato stampa dell’ 11 ottobre 2001, che si acclude, dimostra inequivocabilmente che non si vuole affrontare seriamente il problema e che l’intera categoria medica è sottoposta periodicamente a tentativi di delegittimazione complessiva per i presunti comportamenti illeciti di una percentuale fortemente minoritaria di mascalzoni e con inchieste che vengono sbandierate sui media addirittura in una fase in cui non ci sembra essere traccia nemmeno di un solo rinvio a giudizio”.

“Un Paese nel quale possono capitare “giornate sospettosamente particolari” – conclude Falconi - quali quella di oggi 5 luglio 2002, soprattutto su di un tema molto delicato quale quello della tutela della salute individuale quale interesse collettivo costituzionalmente garantito, è un Paese che va rapidamente e progressivamente regredendo ed involvendo.”

Roma, 5 luglio 2002


COMUNICATO STAMPA

Appello del leader dei medici di famiglia al ministro Sirchia perché attivi il “tavolo”
per rivedere le regole dell’informazione medico-scientifica chiesto dal sindacato più di un anno fa

FALCONI A SIRCHIA: È IN PERICOLO LA MEDICINA ITALIANA.

«Non possiamo tollerare che dei mascalzoni gettino discredito su tutti i medici onesti, che sono la stragrande maggioranza e che ogni giorno si dedicano con impegno alla professione e ai loro assistiti. Ancora una volta, quindi, rivolgiamo un accorato appello al ministro Sirchia affinché attivi finalmente quel “tavolo” che chiedemmo più di un anno fa all’allora ministro Veronesi per riscrivere le regole dell’informazione medico-scientifica e colpire chi non le rispetta».

È con passione che Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg, il maggior sindacato dei medici di famiglia, rinnova al ministro della Salute l’invito ad adoperarsi per l’attivazione del “tavolo” tra cittadini, medici, amministratori e industria che dovrebbe individuare soluzioni condivise ed efficaci per mettere fine a certi fenomeni di “collusione fraudolenta” tra alcuni medici e informatori delle industrie farmaceutiche che ancora vengono segnalati.

«Periodicamente i mass media riportano alla ribalta la questione – ricorda Falconi – talvolta prendendo spunto da qualche fatto di cronaca poco chiaro. Purtroppo non sempre lo fanno in maniera corretta e spesso gettano sull’intera categoria colpe che sono solo di pochi. È come se si accusassero tutti i giornalisti di essere corrotti soltanto perché qualcuno di loro ha accettato soldi o favori per pubblicare una notizia: non è giusto e non aiuta a risolvere il problema».

«Per quanto ci riguarda – chiarisce il segretario della Fimmg - non abbiamo alcuna difficoltà a dichiarare, ancora una volta e senza equivoci, che se qualche medico si è comportato in maniera illecita allora deve essere cacciato dalla professione medica. E anzi, se per caso ci fosse qualche collega iscritto alla Fimmg che non ritiene prioritaria la questione morale, allora lo inviterei a cambiare sindacato!».

D’altra parte, aggiunge, «non possiamo nemmeno accettare passivamente che pochi disonesti, magari con l’involontaria “complicità” dei media in cerca di scoop, incrinino quella fiducia che è il primo fondamento del nostro rapporto con i cittadini». Ecco perché, in conclusione, Falconi rinnova l’appello al ministro:«Riscriviamo tutti insieme le regole, se necessario anche quelle del nostro Codice deontologico, in modo che non ci sia più spazio per i disonesti che screditano tutti noi. Ma facciamolo al più presto!».

Roma 11 ottobre 2001