Comunicato stampa
SULLA CARTA REGIONALE DEI SERVIZI SISTEMA INFORMATIVO SOCIO SANITARIO (SISS) È ROTTURA TRA REGIONE E FEDERAZIONE DEI MEDICI DI FAMIGLIA (FIMMG)
Milano 21 ottobre 2002
L'Esecutivo FIMMG della Regione Lombardia riunito d'urgenza al termine dell'incontro con i rappresentanti dell'Assessorato, esprime, abbandonando il tavolo di trattativa, grande preoccupazione per il futuro della medicina di famiglia nella nostra regione.
Grande preoccupazione anche per il futuro del nostro servizio sanitario regionale che rischia di trasformarsi in un grande apparato dove la produzione, l'acquisto, la vendita ed il controllo sulle prescrizioni e sulle prestazioni tendono a prevalere sulle attività di diagnosi e cura al servizio del cittadino e della persona malata veri destinatari di un servizio sanitario.
La stessa informatizzazione, ausilio ormai necessario a supporto di qualsiasi attività professionale, rischia oggettivamente di trasformarsi, senza migliorare la qualità del servizio, in un mero strumento di controllo finanziario che rispetta logiche contabili e di solo risparmio.
La nostra disponibilità a collaborare con il Sistema Informativo Socio Sanitario della Regione Lombardia è nota ed è già stata data, in via sperimentale a Lecco.
L'estensione a tutto il territorio lombardo del Sistema Informativo Regionale, non dovrà però interferire nelle attività quotidiana della medicina di famiglia e dovrà armonizzarsi con la nostra organizzazione del lavoro, senza turbare il rapporto fiduciario, cardine della nostra alleanza con la gente.
In particolare chiediamo che venga rispettato il patto con i medici di famiglia teso a promuovere e sviluppare l'attività professionale in associazione per migliorare l'accessibilità agli studi e la continuità delle cure anche grazie al supporto di personale di studio ed infermieristico.
Rigettiamo ogni logica di trasformazione degli studi dei medici di famiglia in terminali periferici di un mega-apparato burocratico, emanazione di un neonato centralismo regionale, che potrebbe snaturare l'autonomia del professionista e il rapporto di fiducia.
Il rapporto di fiducia deve rimanere tra il singolo medico e la persona che a lui si rivolge per un problema di salute, il rapporto di lavoro deve rimanere tra medico e servizio sanitario senza mediazione alcuna di soggetti (societari) erogatori accreditati.
Sono questi i valori etici e deontologici che ci facciamo carico di difendere anche laddove il ruolo della Federazione Regionale degli Ordini non è stato purtroppo a nostro avviso incisivo.
Chiediamo quindi:
1- Maggior coinvolgimento e partecipazione dei medici di famiglia nelle attività di estensione del Sistema Informativo Socio Sanitario della Regione Lombardia, con garanzie assolute sugli aspetti etici, deontologici e di compatibilità con l'organizzazione degli studi a tutela della qualità delle cure.
2- L'adeguamento dei finanziamenti erogati dalla Regione per garantire la continuità dell'associazionismo e la presenza del personale infermieristico e di segreteria degli studi dei medici di famiglia per le attività routinarie di prevenzione, diagnosi, cura ed ascolto, finanziamento che dovrà essere adeguato e differenziato tenendo conto dei carichi aggiuntivi per svolgere le nuove attività previste dal SISS.
3- Il passaggio da una logica di controllo finalizzata al solo contenimento della spesa farmaceutica, ormai non più comprimibile, alla razionalizzazione globale di un sistema che vede nella miriade incontrollata di erogatori accreditati pubblici e privati la fonte principale di inappropriatezze e di sprechi.
Verificata l'impossibilità di giungere ad un accordo soddisfacente e giudicando negativamente le proposte della Regione in riferimento ad un accordo regionale ricco di ricadute dirette sulla professione e sulla salute dei cittadini l'Esecutivo Regionale, sulla base del mandato ricevuto dal Consiglio Regionale della FIMMG in data 27.09.02, indice lo stato di agitazione e dà mandato al Segretario Regionale di attivare le procedure previste dal Codice di Autoregolamentazione per l'esercizio del diritto di sciopero.
Una scelta a difesa della nostra professione, dei nostri pazienti e di un servizio sanitario ad accesso universale.