COMUNICATO STAMPA
Il Presidente di un Sindacato di "Palazzo" appartenente al Medio Evo della Storia
Ad affermalo è Mario Falconi, Segretario generale della Fimmg - Federazione Italiana Medici di Famiglia - secondo il quale è davvero stupefacente che il Presidente dello Snami Dr. Anzalone si sia spinto a difendere pubblicamente il Ministro della Salute, Girolamo Sirchia, dalle giuste critiche della Fimmg, per ben due volte negli ultimi mesi. Una prima volta quando il Segretario della Fimmg si permise di dire che il Ministro non conosceva il lavoro dei medici di famiglia avendo egli proposto di tenere i loro studi medici aperti, sia in forma singola che associata, 12 ore al giorno per 365 giorni l'anno. Una seconda volta, molto più recentemente, quando lo stesso Anzalone, non si è limitato soltanto a difendere il Ministro, ma addirittura ha proposto che un gruppo di medici deputati a redigere la cronaca dei lavori durante il recente Congresso nazionale della Fimmg, tenutosi a Giardini Naxos dal 6 al 10 novembre u.s., dovessero essere valutati ed eventualmente inquisiti dall'Ordine dei Medici di Torino e dalla Federazione Nazionale degli Ordini per aver criticato, secondo lui in forma deontologicamente scorretta, l'intervento tenuto dallo stesso Ministro durante i lavori congressuali.
Altresì stupefacente - prosegue Falconi - la denuncia rivolta dallo stesso sindacato milanese al garante della concorrenza del mercato e al Ministero della salute in merito alla campagna di stampa, apparsa su alcuni giornali con il marchio Fimmg-Simef, e tendente a fare emergere il maggior numero di cittadini che, in presenza di dati sintomi non si rivolgono al proprio medico e quindi non si curano adeguatamente, con danni non solo personali ma anche economici per l'intera collettività (basti pensare alle giornate di assenza dal lavoro).
Il leader della Fimmg fa presente che tale campagna di sensibilizzazione può considerarsi certamente una "pubblicità-progresso" se riuscirà, probabilisticamente possibile, a far sì che si curino in maniera adeguata il maggior numero possibile di soggetti affetti da esofagite da reflusso e ricorda inoltre allo Snami che tale patologia non si cura solo e soltanto con i farmaci e questi ultimi sono alcune decine prodotti da molte industrie farmaceutiche.
Da cattolico - conclude Falconi - continuerò a pregare perché il Dr. Anzalone, animato solitamente da sentimenti ostili nei nostri confronti, la smetta di produrre quasi esclusivamente atti contro qualcuno o qualcosa ed in particolare contro la Fimmg, collaborando invece con noi per migliorare qualitativamente il nostro grande e comune Paese. In tale esortazione siamo incoraggiati dal fatto che, in ogni caso, la speranza è sempre l'ultima a morire.
Farmaci: Snami denuncia pubblicità su antiacidità stomaco
(ANSA) - MILANO, 25 NOV - Lo Snami, sindacato nazionale autonomo medici italiani, ha presentato una denuncia per gli annunci apparsi su alcuni quotidiani e settimanali per una cura contro la malattia da reflusso acido. Il sindacato si è rivolto, attraverso il legale Enrico Pennasilico, al Ministero della Salute, all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e al Giurì dell'Autodisciplina Pubblicitaria. Il massaggio pubblicitario in questione (Se conosci tutti i rimedi contro l'acidità, perché ce l'hai ancora?..), ricorda lo Snami, ha la peculiarità di non indicare il prodotto che serve a curare la malattia. "E' quindi evidente che il messaggio fa riferimento ad una nuova cura che ieri non esisteva e oggi esiste - scrive lo Snami. Questi messaggi, afferma ancora il sindacato, sono firmati dalla Fimmg, Federazione Italiana Medici di Famiglia e dalla Simef, Società Italiana Medicina di famiglia. "La questione è di eccezionale delicatezza - scrive nell'esposto l'avvocato Pennasilico - perché è del tutto evidente che, se una determinata società farmaceutica producesse un prodotto farmaceutico per la cura della calvizie, o del cancro e di altra patologia, sarebbe sufficiente fare una pubblicità affermando l'esistenza di una nuova cura della calvizie o del cancro per determinare i cittadini interessati a rivolgersi al proprio medico sollecitando la prescrizione di tale prodotto, il tutto nell' evidente elusione e violazione della rigorosa normativa che disciplina la pubblicità dei prodotti farmaceutici". (ANSA). AA 25-NOV-02 19:45