Roma, 13 febbraio 2003

COMUNICATO STAMPA

Indagine della Guardia di Finanza su medici e industria farmaceutica
FALCONI: A RISCHIO LA TUTELA DELLA SALUTE DEI CITTADINI

"A nulla sono serviti i reiterati appelli - afferma Mario Falconi Segretario nazionale della Fimmg - Federazione Italiana Medici di Famiglia - che in questi anni abbiamo rivolto ai Ministri della Sanità degli ultimi due Governi perché ci si mettesse intorno ad un tavolo per affrontare in maniera compiuta e condivisa il delicato tema dei rapporti tra medici e industria farmaceutica".

"Abbiamo perso tempo inutilmente - prosegue Falconi - consentendo che di fatto si sia incrinata ulteriormente la fiducia dei cittadini italiani verso il Servizio sanitario nazionale nel suo complesso."

"Siamo il solito Paese autolesionista che, viceversa, l'OMS mette al 2° posto nel mondo per la capacità che ha avuto in campo sanitario di ottenere eccellenti risultati con le scarse risorse economiche pubbliche investite."

"Non ci resta altro da fare - conclude il leader della Fimmg - se non di diffondere di nuovo un nostro comunicato stampa dell'11 ottobre 2001 nella speranza che questa volta, purtroppo sull'onda emotiva dell'ennesimo presunto maxi scandalo, il Governo, le organizzazioni dei medici, l'industria farmaceutica e le rappresentanze dei cittadini, tutti insieme collaborino fattivamente e rapidamente per produrre atti concreti finalizzati a prevenire comportamenti deontologicamente e legalmente scorretti, ma soprattutto per recuperare pienamente la fiducia dei cittadini".


Roma, 11 ottobre 2001

COMUNICATO STAMPA

Appello del leader dei medici di famiglia al ministro Sirchia perché attivi il "tavolo" per rivedere le regole dell'informazione medico-scientifica chiesto dal sindacato più di un anno fa
FALCONI A SIRCHIA: È IN PERICOLO LA MEDICINA ITALIANA

"Non possiamo tollerare che dei mascalzoni gettino discredito su tutti i medici onesti, che sono la stragrande maggioranza e che ogni giorno si dedicano con impegno alla professione e ai loro assistiti. Ancora una volta, quindi, rivolgiamo un accorato appello al ministro Sirchia affinché attivi finalmente quel "tavolo" che chiedemmo più di un anno fa all'allora ministro Veronesi per riscrivere le regole dell'informazione medico-scientifica e colpire chi non le rispetta".

È con passione che Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg, il maggior sindacato dei medici di famiglia, rinnova al ministro della Salute l'invito ad adoperarsi per l'attivazione del "tavolo" tra cittadini, medici, amministratori e industria che dovrebbe individuare soluzioni condivise ed efficaci per mettere fine a certi fenomeni di "collusione fraudolenta" tra alcuni medici e informatori delle industrie farmaceutiche che ancora vengono segnalati.

"Periodicamente i mass media riportano alla ribalta la questione - ricorda Falconi - talvolta prendendo spunto da qualche fatto di cronaca poco chiaro. Purtroppo non sempre lo fanno in maniera corretta e spesso gettano sull'intera categoria colpe che sono solo di pochi. È come se si accusassero tutti i giornalisti di essere corrotti soltanto perché qualcuno di loro ha accettato soldi o favori per pubblicare una notizia: non è giusto e non aiuta a risolvere il problema".

"Per quanto ci riguarda - chiarisce il segretario della Fimmg - non abbiamo alcuna difficoltà a dichiarare, ancora una volta e senza equivoci, che se qualche medico si è comportato in maniera illecita allora deve essere cacciato dalla professione medica. E anzi, se per caso ci fosse qualche collega iscritto alla Fimmg che non ritiene prioritaria la questione morale, allora lo inviterei a cambiare sindacato!".

D'altra parte, aggiunge, "non possiamo nemmeno accettare passivamente che pochi disonesti, magari con l'involontaria "complicità" dei media in cerca di scoop, incrinino quella fiducia che è il primo fondamento del nostro rapporto con i cittadini". Ecco perché, in conclusione, Falconi rinnova l'appello al ministro:"Riscriviamo tutti insieme le regole, se necessario anche quelle del nostro Codice deontologico, in modo che non ci sia più spazio per i disonesti che screditano tutti noi. Ma facciamolo al più presto!".