Roma, 18 marzo 2003

COMUNICATO STAMPA

Appello alle organizzazioni di tutela dei cittadini:
Non è a rischio solo l'onore e la dignità dei medici italiani

Ad affermarlo è Mario Falconi - Segretario generale nazionale della Fimmg - Federazione Italiana medici di Famiglia - secondo il quale le modalità con cui si sta affrontando la "questione morale" in sanità con un decreto cosiddetto "antitruffe" - bomba non intelligente - che spara nel mucchio, rischiano di destabilizzare irreversibilmente il rapporto fiduciario medico-paziente riducendo fortemente la tutela della salute dei cittadini.

Ci permettiamo di porre alcuni quesiti nella speranza che le organizzazioni di tutela dei cittadini possano e debbano essere soggetti credibili e importanti per affrontare insieme un grave conflitto che fa solo male alla sanità italiana e al nostro Paese.

Il 4 agosto 2000 - prosegue Falconi - scrivevamo al Ministro Veronesi tra l'altro: "Pertanto, non riterrei eccessiva un'ulteriore iniziativa volta a inasprire le sanzioni per chi - medici, industrie e chiunque altro - venisse riconosciuto colpevole di tali comportamenti non leciti. Ritengo infatti che sia un atto particolarmente esecrabile quello di sottrarre risorse preziose a chi ne ha realmente bisogno, in tema di diritto alla salute costituzionalmente garantito, soprattutto in un momento nel quale le prime non possono crescere proporzionalmente alle necessità".

Altre lettere scrivemmo al Ministro Sirchia nel silenzio generale.

Perché non si è voluto affrontare allora la "questione morale" in sanità senza emotività e con il coinvolgimento di tutti?

Perché il Ministro Sirchia ci scrisse in data 31.01.2003 una lettera, allegata, per avere proposte, promettendo un successivo incontro che a tutt'oggi non si è verificato e nelle more ha indotto il Governo autonomamente ad emanare un Decreto non degno di un Paese civile?

Io ritengo che insieme dovremmo lavorare per emanare norme che siano innanzitutto di garanzia per la grande maggioranza dei medici onesti e colpiscano in maniera mirata tutti coloro che andrebbero espulsi dalla professione medica.

E' ancora possibile ragionare in questo Paese o la strategia di fondo messa in atto è quella di criminalizzare e intimorire l'intera categoria medica per conseguire "risparmi" a tutti i costi e per demolire dalle fondamenta il Servizio sanitario nazionale?

Contiamo anche su di voi - conclude Falconi - per riportare serenità in un mondo, quello sanitario, che ne ha vitale bisogno nel primario interesse dei cittadini.


Al Dott. Mario Falconi
Segretario generale Nazionale
FIMMG
Piazza Guglielmo Marconi, 25
00144 Roma

Roma, 31 gennaio 2003

Egregio Presidente,
ho ritenuto necessario ed urgente assumere una iniziativa nel settore della informazione scientifica e più in generale di tutta la materia disciplinata dal decreto legislativo 541 del 1992.

E' opinione largamente condivisa che l'attuale normativa, anche in ragione dei grandi mutamenti tecnologici e di mercato, non è più in grado di assicurare una informazione sui farmaci garante degli aspetti etici e deontologici.

Proprio in ragione di ciò ritengo che sia improrogabile la stesura di un "Manifesto", discusso e condiviso tra le parti (Industrie - Medici - Farmacisti - Grossisti), che assicuri un forte radicamento etico e deontologico all'informazione scientifica in tutte le sue espressioni, per prevenire ed evitare fenomeni degenerativi che possano incrinare il rapporto di fiducia con i cittadini.

A tale scopo Le chiedo di inviare alla Direzione Generale della valutazione dei medicinali e della farmacovigilanza, un documento con proposte precise e concrete sui seguenti punti:

Sulla base delle proposte formulate (da inviare alla Direzione Generale entro il 15 febbraio p.v.), sarà stabilito un calendario di incontri per la definizione di un rapporto condiviso per una informazione scientifica su base etica.

Ringraziando della collaborazione, porgo i piu cordiali saluti.

Prof. Girolamo Sirchia