Roma, 25 marzo 2003

COMUNICATO STAMPA

L'assistenza ai profughi di guerra: un dovere morale.
I medici di famiglia pronti a fare la propria parte.

E' quanto affermato da Bruno Palmas, vice segretario nazionale della FIMMG - la Federazione dei medici di famiglia italiani - in merito alla querelle sulla possibile affluenza di profughi di guerra dall'Iraq.
"Noi consideriamo l'accoglienza e l'assistenza a quanti soffrono, ed in particolare a quanti subiscono gli effetti diretti ed indiretti della guerra, un dovere morale per ogni essere umano. Ancor di pił - ribadisce Palmas - per i medici che su questo principio hanno sostenuto il giuramento ippocratico".
In merito alle ultime dichiarazioni apparse su alcuni organi di stampa circa la chiusura delle frontiere italiane ai profughi, Palmas afferma che "i medici di famiglia sono pronti a creare una rete di assistenza ai profughi che dovessero arrivare, anche in collaborazione con le associazioni istituzionali e di volontariato che da sempre sono attive in questo campo. La nostra presenza capillare sul territorio ci consentirą di offrire dovunque la disponibilitą professionale necessaria".
I medici di famiglia - conclude Palmas - intendono in questo modo ribadire il carattere solidaristico e di tutela della dignitą umana che ispira la loro professione, e chiedono alle autoritą italiane di marcare in questa direzione l'accoglienza ai profughi di guerra.