Roma, 4 luglio 2003
Dolore e cordoglio del sindacato dei medici di famiglia per l'uccisione della collega di Oristano
PALMAS (FIMMG): «UNA TRAGEDIA EVITABILE, UN MONITO PER IL FUTURO»
«Un fatto tragico, l'ultimo di una lunga catena, che probabilmente si sarebbe potuto evitare se fossero state messe in atto le misure che il nostro sindacato chiede da anni». È così che Bruno Palmas, vicesegretario nazionale della Fimmg, il sindacato dei medici di famiglia, reagisce alla notizia dell'assassinio della dottoressa in servizio di Guardia medica a Oristano.
Nell'esprimere alla famiglia della collega «tutto il cordoglio e la solidarietà della Fimmg e miei personali », Palmas chiede però «immediate e adeguate misure di sicurezza per evitare che in futuro altri colleghi possano seguire questo tragico destino nello svolgimento del proprio lavoro».
Nell'immediato, spiega l'esponente della Fimmg, occorre mettere in atto misure concrete che possano assicurare maggior sicurezza a chi opera nel servizio di Guardia medica: «Questo ovviamente non significa che ogni punto di Guardia medica debba essere presidiata dalle Forze dell'Ordine - precisa Palmas - ma una cosa che si potrebbe fare già ora, subito, è di predisporre un collegamento diretto tra gli ambulatori di Gm, soprattutto quelli più a rischio e isolati, con i presìdi delle Forze dell'Ordine, Commissariati o stazioni dei Carabinieri, anche mediante strumenti personali di chiamata d' allarme, in modo da poterli attivare immediatamente in caso di pericolo».
Secondo Palmas, però, a misure come questa, da attuare subito, debbono aggiungersi interventi "strutturali" di riorganizzazione del servizio di Gm, che «deve essere organicamente inserita in un disegno di 'continuità assistenziale', soprattutto in collegamento con il medico di famiglia. Chi presta il servizio di Guardia medica - precisa il rappresentante della Fimmg - non può non avere informazioni su coloro che potrebbero rivolgersi a lui, sia per poter meglio assisterli sia per essere preparati ad affrontare eventuali situazioni delicate o a rischio. Per questo è assolutamente necessario prevedere, fin dalla prossima convenzione nazionale e regionale, un raccordo "strutturato" tra la Gm e il medico di famiglia, che conosce a fondo la situazione dei pazienti sul territorio, facendo lavorare questi due professionisti in équipe. Chissà - conclude con amarezza Palmas - se la collega di Oristano avesse potuto disporre delle informazioni necessarie sul paziente e avesse saputo prima con chi aveva a che fare, forse avrebbe potuto evitare questa tragedia e salvarsi la vita».