Roma, 7 luglio 2003
COMUNICATO STAMPA
Dopo l’assassinio della collega di Oristano
FIMMG: BASTA CON LE MORTI ANNUNCIATE
«Denunceremo all’Autorità Giudiziaria tutti coloro che, avendone la responsabilità, non garantiranno la sicurezza nei presidi di Guardia medica».
Ad annunciarlo è Mario Falconi, segretario generale della Fimmg, la Federazione italiana medici di medicina generale, precisando di aver dato mandato all’ufficio legale del sindacato di valutare la possibilità di denunciare all’Autorità Giudiziaria tutti quegli organismi amministrativi competenti che non provvederanno a mettere rapidamente in sicurezza ogni presidio di Guardia Medica.
«Sono totalmente d’accordo con il segretario nazionale della Fimmg-Continuità assistenziale (ex Guardia medica), Antonio De Luca, sul fatto che non è più procrastinabile rivisitare completamente questo servizio». Perciò, sottolinea Falconi, «abbiamo concordato di proclamare lo stato di agitazione della categoria secondo le norme previste, come misura “propedeutica” a eventuali più forti iniziative sindacali che dovessero rendersi necessarie, per cercare di sensibilizzare le Autorità competenti. Abbiamo deciso inoltre - prosegue il leader della Fimmg - di procedere rapidamente a una “mappatura” dei presidi di Guardia medica e di individuare così quelli maggiormente a rischio».
«È ora di dare finalmente piena dignità normativa ed economica a professionisti che oggi svolgono un importante servizio alla collettività in condizioni logistiche molto spesso indecorose, rischiando la vita per 16 Euro lordi l’ora. Un efficiente e efficace servizio di continuità assistenziale – ribadisce - va completamente ripensato in una logica di integrazione funzionale appropriata con altre figure mediche del territorio e soprattutto con i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta. Una prima ipotesi potrebbe essere, per esempio, una redistribuzione dei presidi di Guardia medica attraverso un razionale accorpamento che, superando logiche meramente campanilistiche, sia realmente finalizzato a rispondere alle necessità dei cittadini».
«Ci impegneremo - assicura il segretario nazionale della Fimmg – affinché tutto ciò si realizzi nel nuovo accordo collettivo nazionale che dovremo discutere nei prossimi mesi, in modo che i cittadini abbiano sempre più servizi di qualità e i professionisti siano messi nelle condizioni di erogarli in piena sicurezza».
«Il premio “Mario Boni” che annualmente la Fimmg assegna a medici che si sono particolarmente distinti nello svolgimento della professione – annuncia infine Falconi – quest’anno, al congresso nazionale che si terrà a novembre a Salsomaggiore Terme, sarà assegnato alla memoria di Carlo Urbani, che per primo segnalò il virus della Sars e a Roberta Zedda, assassinata a Oristano, come riconoscimento simbolico a tutti i colleghi che sacrificano la loro vita al servizio dei cittadini».