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COMUNICATO STAMPA
POSSIBILI NUOVE FORME DI PROTESTA CON LA COPERTURA DEL CERTIFICATO MEDICO
Appello al Ministro Maroni del Segretario Nazionale della Fimmg e Presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Roma, Mario Falconi
Abbiamo sentore della possibilità che alcune categorie di lavoratori possano, dopo il fallimento delle tradizionali forme di protesta ed esasperate per non essere riuscite a ottenere i rinnovi contrattuali, passare a forme di astensione dal lavoro legittimate dal certificato medico. Sono anni che cerchiamo di far capire al mondo politico-istituzionale la necessità assoluta di emanare norme affinché i lavoratori possano, per assenze brevi, autocertificare il proprio stato di salute. Siamo tornati alla carica con questa proposta anche quando, nella recente primavera, gli assistenti di volo dell'Alitalia, in maniera repentina e selvaggia, si assentarono dal lavoro producendo certificazione medica. Abbiamo registrato, in tale circostanza, come sempre da anni, autorevoli consensi, ma nulla è cambiato. Per i cittadini onesti e responsabili troviamo illogico e mortificante impedirgli, soprattutto a fronte di sintomi conosciuti e transitori, (dismenorrea, colica renale, alterazioni non importanti del ritmo cardiaco, cefalea intensa, insonnia, ecc.), di autocertificare il proprio stato di salute e costringerli ad andare dal medico per ottenere un certificato che, in tali casi, viene redatto, quasi sempre, sulla base di sintomi riferiti e non obiettivabili. Per i cittadini disonesti troviamo altresì illogico e immorale facilitarli, consentendo loro di scaricare su altri, vigliaccamente, le proprie responsabilità e di mettere in essere forme di lotta non consentite a danno di tutta la collettività. Ribadiamo che nessun medico al mondo può assumersi la responsabilità, a fronte di sintomi dichiarati e cessati all'atto della visita e soprattutto per particolari categorie a rischio, (piloti, autisti, forze dell'ordine, ecc.) di non giustificare una breve assenza. Siamo certi che l'autocertificazione per uno-due giorni di malattia, responsabilizzerebbe di più i lavoratori, riducendo gli abusi; in ogni caso di fronte a sempre possibili comportamenti scorretti da parti di singoli o di gruppi, una cosa è perseguire un cittadino che ha autocertifcato falsamente il proprio stato di salute, altra cosa è perseguirlo con la copertura di un certificato medico. Oltretutto in caso di autocertificazioni di malattie presuntivamente false, soprattutto da parte di gruppi più o meno grandi di lavoratori, basterebbe effettuare, anche a campione, in maniera efficiente ed efficace una rapida serie di controlli, servendosi di medici fiscali che, a differenza dei medici curanti, non hanno la necessità e/o l'onere di salvaguardare sempre il corretto rapporto fiduciario con il cittadino.