Roma, 14 aprile 2004

COMUNICATO STAMPA

Venerdì 16 aprile scioperano i medici di medicina generale

DOPODOMANI AMBULATORI DEI MEDICI DI FAMIGLIA CHIUSI PER 50 MILIONI DI ITALIANI

"Meglio stare qualche giorno senza medico di famiglia piuttosto che rischiare di starci per sempre". È così che Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg, il maggior sindacato della categoria, sottolinea il significato dello sciopero che dopodomani, venerdì 16 aprile, lascerà senza medico di famiglia gli oltre 50 milioni di italiani. Oltre ai medici di famiglia allo sciopero parteciperanno anche quelli della Continuità assistenziale, dell'Emergenza e dei Servizi.

Tra le principali ragioni dello sciopero c'è infatti la forte preoccupazione che "la cronica sottostima del Fondo sanitario nazionale e l'incipiente devoluzione "spinta"- spiega Falconi - portino allo smantellamento del Servizio sanitario nazionale e, con esso, alla perdita del diritto alla tutela della salute che l'art.32 della Costituzione garantisce a tutti gli italiani".

D'altronde, aggiunge il leader della Fimmg, l'andamento della trattativa per rinnovare l'accordo di lavoro tra Ssn e medici di medicina generale (scaduto più di tre anni fa) conferma la "scarsa attenzione" per il rilancio del Ssn da parte di chi governa la cosa pubblica a livello nazionale, regionale e locale.

"Tutti dicono che la figura del medico di famiglia è centrale nell'organizzazione dei servizi sanitari - sottolinea Falconi - ma poi ci offrono aumenti economici limitati al tasso di inflazione programmata insieme con vaghe promesse per il futuro. E questo a fronte di costi e carichi di lavoro che per noi sono fortemente aumentati negli ultimi anni in relazione anche all'invecchiamento della popolazione: i cittadini devono sapere che la figura medica del Ssn a loro più gradita guadagna soltanto, tolte le spese, circa 2 Euro al mese ad assistito. Non è certo questo il modo per testimoniare l'importanza che si dà al Ssn e al nostro ruolo - rileva il segretario nazionale della Fimmg - tanto più quando dal nostro sindacato erano venute proposte concretamente innovative quale l'attivazione di un servizio di assistenza domiciliare e residenziale per 24 ore e 365 giorni l'anno attraverso l'opportuna organizzazione di gruppi di medici di famiglia e della Continuità assistenziale: un servizio che non ha eguali al mondo, che garantirebbe il cittadino, ci farebbe risparmiare e libererebbe gli ospedali da un gran numero di ricoveri impropri".

"Chiudendo i nostri studi per un giorno sappiamo di chiedere un sacrificio ai nostri assistiti - dice Falconi - ma lo facciamo nella consapevolezza che si tratta di uno sforzo per evitare che i futuro vengano imposti loro sacrifici ben più pesanti e che non tutti potrebbero sostenere, soprattutto le fasce più deboli della nostra società come gli anziani".

Con queste stesse motivazioni la Fimmg promuove, insieme a tutti i sindacati dei medici dipendenti e convenzionati con il Ssn, la manifestazione che sabato 24 aprile farà convergere a Roma decine di migliaia di "camici bianchi" da tutta Italia. "Speriamo che queste proteste siano sufficienti a sensibilizzare chi di dovere - conclude il leader della Fimmg - perché davvero non vorremmo essere costretti ad attuare ulteriori e più incisive forme di lotta".