Roma, 19 maggio 2004

COMUNICATO STAMPA

Delusione dall'odierno incontro con la Sisac per il rinnovo della Convenzione

FALCONI: COLPI DI PICCONE ALLA SANITA' PUBBLICA
"DA GOVERNO E REGIONI SEGNALI SCONFORTANTI, INEVITABILI NUOVE, DURE AZIONI DI PROTESTA"

"Purtroppo sta accadendo quello che temevamo: il Governo non investe sulla medicina di famiglia (perché il "lodo Fini" è stato approvato solo per la dipendenza?) e, in un quadro di sottofinanziamento cronico, propone al Parlamento, che ratifica, una norma sulla esclusività di rapporto dei medici ospedalieri iniqua e utile solo per pochi "eletti"; le Regioni propongono un accordo normativo dequalificante e burocratizzante che violenta pesantemente anche la libertà di scelta e di giudizio dei cittadini italiani.

E' così, con profonda amarezza, che Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg, il maggior sindacato dei medici di famiglia, prende atto sia dei più recenti sviluppi della trattativa con la Sisac (l'organismo della Parte pubblica delegato a trattare) con la quale proprio stamattina si è svolto un nuovo deludente incontro, sia della definitiva approvazione da parte del Parlamento dell'emendamento sull'esclusività di rapporto dei medici ospedalieri che pure andava rivisto sull'aspetto della irreversibilità.

"Infatti la possibilità di scegliere ogni anno se lavorare solo per il servizio pubblico oppure no - precisa Falconi - comporterà problemi forse insormontabili di programmazione per le Asl, gli ospedali e le stesse Regioni, con le immaginabili conseguenze sia sui bilanci sia sull'assistenza ai cittadini. D'altro canto, la possibilità di arrivare a funzioni apicali data anche a chi sceglie di lavorare sia dentro sia fuori dal Ssn è un 'premio' che non può non frustrare coloro che invece hanno deciso di dedicare tutto il loro tempo al servizio pubblico".

A fronte di ciò l'andamento delle trattative per rinnovare il contratto della medicina territoriale sembra prendere una pessima piega: "La parte pubblica continua a presentarci proposte inaccettabili - spiega il leader della Fimmg - che denunciano la mancanza di una strategia di politica sanitaria territoriale di qualità che incentivi e responsabilizzi in maniera razionale i medici di medicina generale per offrire ai cittadini un servizio migliore. Oltretutto i corrispettivi economici ventilati sono assolutamente insufficienti. Insomma, non sembra esserci alcuna coerenza con le sbandierate intenzioni di rilanciare la medicina territoriale e il servizio pubblico!".

Tutto ciò "ci fa intravedere una strada che porta al definitivo abbandono del Ssn da parte di chi oggi governa la Cosa pubblica - conclude Falconi - ed è esattamente la strada che tutti i medici italiani, con gli scioperi e le manifestazioni dei mesi scorsi, avevano chiarito di non voler seguire. Ci stupisce il silenzio assordante del Ministro della salute Sirchia e dell'Assessore alla sanità del Veneto e Coordinatore degli Assessori Regionali Gava ai quali chiediamo urgentemente un incontro. La conclusione è una sola: se le cose non cambiano al più presto dovremo alzare il livello dello scontro, per altro annunciato, e lo faremo nel Consiglio Nazionale convocato a Roma il 4 giugno p.v. in assoluta sintonia con tutte le organizzazioni sindacali del mondo medico".