Roma, 22 maggio 2004
"Abbiamo sempre condannato e sempre condanneremo chiunque sprechi e speculi sulla salute dei cittadini, soprattutto in un contesto storico nel quale a 'bisogni' vertiginosamente crescenti non corrispondono risorse economiche adeguate. Ben vengano dunque controlli e inchieste che servano a fare chiarezza in questo campo e soprattutto si concretizzino le giuste razionalizzazioni del sistema con un occhio sempre attento al tema 'dell'appropriatezza', ma non ci stiamo a far passare messaggi subliminali del tipo: 'in sanità si spende, sempre e comunque, troppo e male', perché è assolutamente falso".
Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg, il maggior sindacato medico italiano, commenta così le notizie di oggi sui controlli che la Guardia di Finanzia ha avviato in alcune aziende farmaceutiche.
"Francamente questi accertamenti avvengono con tempi e modalità che lasciano un po' perplessi" aggiunge Falconi. Per esempio "stando alle notizie dei giornali - spiega - non vi sarebbe alcuna notizia di reato alla base dell'operazione della GdF e pertanto questi controlli 'a posteriori' sarebbero determinati dall'intento di verificare se l'aumento dei prezzi dei medicinali e la crescita della spesa farmaceutica di questi primi mesi dell'anno sia riconducibile a comportamenti illeciti. Ma non sono il Ministero della Salute e gli altri organismi regolatori dello Stato a valutare preventivamente le domande delle aziende sia rispetto ai prezzi dei loro prodotti che al numero di compresse di ogni confezione? - chiede Falconi - Ma allora perché non vengono respinte, prima dell'immissione in commercio, le domande considerate inappropriate, invece che far intervenire dopo le Forze di Polizia? Ci guadagneremmo tutti, in denaro e in trasparenza. Piuttosto quando verrà esaudita la nostra richiesta, che formuliamo ormai da decenni, dell'immissione in commercio di confezioni 'starter', contenenti pochissime compresse, al fine di evitare che, a causa dell'intolleranza del paziente, vengano buttate quantità enormi di medicinali e di conseguenza ingenti risorse economiche?
Già, perché è piuttosto singolare (ma mica tanto!) che fatti del genere avvengano proprio alla vigilia delle elezioni europee e amministrative di giugno - prosegue il leader della Fimmg - magari con l'intento di indurre nei cittadini l'idea che nel mondo della sanità, in particolare quella pagata con i soldi pubblici, vi sia un mondo di sprechi e corruzione e non già un sottofinanziamento pubblico che non ha eguali negli altri paesi avanzati europei. Sicuramente possiamo migliorare ancora e ridurre le inefficienze, ma la sanità pubblica non è affatto quell'infernale macchina 'mangiasoldi' che qualcuno vorrebbe far credere. E per quanto riguarda la spesa farmaceutica, in particolare, vorremmo solo ricordare che in Italia spendiamo pro-capite meno di quello che si spende in molti altri Paesi d'Europa!".