Roma, 22 giugno 2004
COMUNICATO STAMPA
Il leader della Fimmg rivendica ai medici di famiglia la "titolarità" degli interventi mirati alla tutela delle persone anziane
FALCONI: "TROPPO CALDO, POCO 'CALORE' E TANTO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ANZIANI"
"In queste ultime settimane ne abbiamo sentite davvero tante e di tutti i generi su come si potrebbero mettere al riparo gli anziani dalla calura estiva: chi propone di portarli al supermercato per evitare il gran caldo, chi chiede ai Comuni gli elenchi di quelli più 'fragili' per farne chissà che cosa, chi sperimenta gli "angeli custodi", chi vorrebbe toglierli d'ufficio al medico di famiglia e farli assistere ai medici disoccupati e via di questo passo.
Molti colpevolmente ignorano che sono in carico ai medici di famiglia, ai quali andrebbero dati tutti i mezzi per prendersi davvero cura di loro in ogni contingenza ed in particolare durante l'emergenza caldo!".
E' così che Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg, il maggior sindacato dei medici di famiglia, commenta le notizie che, con l'arrivo del caldo estivo, si susseguono su cosa fare per evitare quest'anno alle persone anziane le pene che dovettero soffrire l'anno passato.
"Piuttosto che gettare fumo negli occhi con idee stravaganti e insulse e magari lasciar circolare proposte persino pericolose - prosegue Falconi - basterebbe che si chiedesse a noi quali sono gli anziani che hanno più bisogno e di che cosa: sono tra i nostri pazienti più assidui, li incontriamo praticamente tutti i giorni, li conosciamo benissimo e sappiamo altrettanto bene di che cosa hanno bisogno! Insomma, siamo sicuramente i più 'titolati' per mettere a punto interventi mirati e per questo più efficaci". Certo, aggiunge il leader della Fimmg, sarebbe necessario "che ci dessero la possibilità di attivare tutta una serie di strumenti per poter concretamente rispondere ai bisogni quotidiani delle persone anziane, soprattutto quelle più sole e malate, che non solo solo d carattere strettamente medico! Tante volte ci sarebbe bisogno di qualcuno che vada a comprare i medicinali, a fare la spesa, alla posta e cose pratiche di questo genere. E tante altre volte basterebbe davvero solo un po' più di calore … umano, però! Per fare questo, naturalmente, bisognerebbe anche essere in grado di far interagire i servizi sanitari con quelli sociali in maniera da avere un'assistenza realmente integrata. Sogni? Spero, credo di no, - conclude Falconi - ma la strada è ancora lunga e non è detto che tutti vogliano seguirla. Anzi, da come stanno andando certe cose, per esempio il rinnovo del nostro accordo di lavoro con il Servizio sanitario nazionale, direi che c'è qualcuno che preferisce prendere altri percorsi...".