ORDINE PROVINCIALE DI ROMA DEI MEDICI CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI
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Roma, 14 luglio 2004
COMUNICATO STAMPA
L'ORDINE DI ROMA SFIDUCIA IL MINISTRO DELLA SALUTE
Il Consiglio dell'Ordine provinciale di Roma dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri che, con circa 40.000 iscritti rappresenta oltre il 10% dei medici italiani ed è il più numeroso d'Europa, nella seduta di ieri sera, 13 luglio, trattando il tema dell'educazione continua in medicina (ECM), ha valutato la portata del recente decreto del Ministro della Salute, Girolamo Sirchia, pubblicato il 2 luglio scorso in Gazzetta Ufficiale, avente per oggetto "Requisiti che devono possedere le Società Scientifiche e le Associazioni tecnico - scientifiche delle professioni sanitarie".
I Consiglieri ricordano che la Carta Costituzionale, tra i diversi attori della formazione, indica prioritariamente le Università, le Accademie e gli Ordini Professionali.
E' grave avere escluso, di fatto, l'Ordine professionale dalla partecipazione attiva nella definizione delle modalità di programmazione, svolgimento e verifica dei corsi di formazione e dalle procedure di accreditamento delle strutture e dei soggetti abilitati alla loro realizzazione, elargendo danaro e poteri ad un'istituzione privata che, in luogo di un riconoscimento giuridico, ha il grande merito di essere "nelle grazie" del Ministro della Salute; oltretutto tale decreto è fortemente in contrasto con le funzioni che, naturalmente, dovrebbero essere riconosciute agli Organi ausiliari dello Stato, come gli Ordini Professionali soprattutto in tema di formazione medica.
Il Consiglio all'unanimità, dopo aver valutato serenamente e scrupolosamente l'operato del Ministro della Salute Prof. Girolamo Sirchia, ritiene che Egli, con l'aggravante di essere medico, non possa permettersi di relegare gli Ordini Professionali ad un ruolo residuale e addirittura subalterno rispetto ad una società privata e che pertanto debba rapidamente ritirare tale nefasto Decreto e, come atto di vera ed estrema responsabilità, dimettersi dall'incarico di Governo.