Roma, 22 agosto 2005
COMUNICATO STAMPA
Il leader della Fimmg, Mario Falconi, auspica maggior coerenza di classe politica e Autorità sanitarie
POLLI, POLITICA E AFFARI: SULL’INFLUENZA AVIARIA LO SPETTACOLO AVVILENTE DELL’ESTATE 2005
“E’ uno spettacolo piuttosto avvilente e molto preoccupante quello al quale stiamo assistendo sui mass-media: nemmeno su come affrontare il rischio dell’influenza da H5N1 la nostra classe politica riesce a trovare un terreno comune d’azione e ogni giorno abbiamo notizie di polemiche anziché rassicurazioni credibili sulle misure adottate per tutelare la nostra salute”.
Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg, il maggior sindacato dei medici di famiglia, commenta così le notizie che in questi giorni si susseguono sul pericolo che potrebbe giungere dall’Oriente con il cosiddetto ‘virus dell’influenza dei polli’.
“Non dobbiamo mai dimenticare – precisa Falconi - che oggi l’unica vera, efficace, misura contro i virus è rappresentata non tanto dai farmaci ‘antivirali’ (un sicuro affare per qualche multinazionale del farmaco ma una enorme spesa per la collettività non legittimata dal rapporto costi-benefici), quanto dalla prevenzione e, in particolare, da vaccini specifici che dovrebbero essere somministrati con un piano vaccinale su base internazionale (chi ne sosterrebbe i costi globali?). In ogni caso e in attesa che questi ultimi siano messi a punto e che se ne valuti l’opportunità di impiego - aggiunge – bisognerebbe ricordare che le misure di prevenzione prevedono soprattutto la tempestiva individuazione di eventuali focolai di infezione e la loro immediata circoscrizione”.
Ecco perché, prosegue il segretario nazionale della Fimmg, è indispensabile una forte rete sanitaria territoriale che, facendo perno sui medici di famiglia, sia in grado di individuare eventuali casi di infezione e attuare interventi che ne impediscano la diffusione. “Esattamente come la Fimmg aveva fatto di sua spontanea iniziativa – ricorda Falconi – quando esplose la vicenda della Sars”. D’altronde “abbiamo chiare evidenze - sottolinea ancora - che i controlli alle frontiere non bastano certo ad arrestare il virus, che ha molte strade per giungere fino a noi: dagli uccelli migratori alle carni introdotte di contrabbando fino all’importazione e all’impiego illecito di campioni di virus di influenza aviaria come è accaduto recentemente negli Stati Uniti da parte di un’azienda di biotecnologie che opera proprio nel settore dei vaccini”. D’altro canto “agli ospedali - precisa - andrebbe riservato, come sempre dovrebbe avvenire, se non se ne vuole il collasso, principalmente l’intervento di secondo livello”.
In conclusione, quindi, secondo Falconi le principali misure da adottare per prevenire possibili epidemie sono principalmente tre:
E’ bene che chi ci governa ricordi, cosa non accaduta all’epoca della minaccia Sars, che i medici, di cui si avrebbe enorme bisogno in caso di pandemia, si ammalano e muoiono come e più degli altri se non adeguatamente protetti. Il tutto, possibilmente, senza perdere tempo in sterili polemiche, ma anzi attivando rapidamente un sistema a ‘rete’ nel quale siano utilizzati tutti i soggetti interessati e un serio programma di informazione-formazione per tutti i cittadini e gli operatori sanitari”.