SEGRETERIA REGIONALE LOMBARDIA

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Milano, 25 Ottobre 2005

La FIMMG Continuità Assistenziale - Lombardia sottolinea con particolare apprezzamento che in questi giorni lo SNAMI - Milano avvii una raccolta di firme per sostenere l’applicazione di quanto previsto dal Nuovo Accordo Collettivo Nazionale, in relazione alla determinazione dell’ottimale per i Medici di Continuità Assistenziale della città di Milano.
Appare comunque singolare che si raccolgano firme per il rispetto di un contratto che pochi mesi fa si è deciso di non firmare, ricavandone l’impossibilità di sedere al tavolo di trattativa regionale.
Viene pertanto il dubbio che forse si cerchi, oggi, di recuperare quella possibilità attraverso una cosiddetta “petizione popolare” per la difesa di una categoria che debole è sempre stata anche grazie al disinteresse di chi oggi se n’erge a paladino.
Queste considerazioni strettamente relative ad azioni di politica sindacale (e forse ordinistica…!) non rappresentano però l’unico aspetto singolare della vicenda.
Da tempo e con forza FIMMG Continuità Assistenziale ha fatto proprie le istanze dei Medici di Continuità Assistenziale milanesi (vedi nostri interventi su Doctornews del 31 Gennaio 2005 o sul Corriere della Sera del 27 Febbraio 2005), chiedendo presso le opportune sedi istituzionali l’ampliamento delle piante organiche ed il miglioramento “della qualità del lavoro dei Medici”.
Da questi interventi è iniziato un proficuo rapporto con la Dirigenza Aziendale Milanese che ha portato alla partecipazione dei Medici di Continuità Assistenziale della Città di Milano al progetto “Emergenza caldo” ed al riconoscimento di una maggiorazione del compenso per la copertura delle ore extracontrattuali prefestive: particolare “ dimenticato” (dov’era allora la tutela della qualità del lavoro?) nel precedente accordo fortemente voluto dallo stesso SNAMI.
La cosa particolarmente imbarazzante relativa all’iniziativa è il sottolineare che le difficoltà all’inserimento professionale “ per i giovani medici” nell’ambito della Continuità Assistenziale a Milano, come in Lombardia, siano determinate esclusivamente dalla mancata attribuzione degli incarichi derivanti dall’applicazione dell’ottimale secondo il nuovo ACN.
Basterebbe, infatti, conoscere minimamente il sistema della Continuità Assistenziale Lombarda per comprendere che tale difficoltà non derivi dalla mancata attribuzione degli incarichi quanto, piuttosto, dalla mancata incentivazione del Servizio rispetto alla sempre maggiore carenza di Medici disposti a svolgerlo a queste condizioni.
Il vero problema per il Settore quindi, oltre che la riorganizzazione dell’operatività tesa a renderlo più appropriato ed efficace, è il recupero di una “scelta vocazionale”.
Tale scelta, allo stato attuale, si può ottenere attraverso percorsi formativi di coinvolgimento dei “giovani Medici” presso le sedi di Continuità Assistenziale (tirocinio formativo prelaurea, postlaurea e Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale) e con il supporto di meccanismi d’incentivazione economica che aumentino la richiesta “dei giovani Medici” verso la Continuità Assistenziale non come momento di passaggio ma come scelta professionale.

Tommasa Maio
Segretario Regionale
FIMMG Continuità Assistenziale Lombardia