Roma, 22 febbraio 2006

COMUNICATO STAMPA
CENSIS: LA MEDICINA TRA RICCHI E POVERI
IL MEDICO DI FAMIGLIA TRA GRADIMENTO ED ESTINZIONE


Non ci stupisce la grande fiducia e il gradimento che i cittadini italiani hanno per tutta la medicina di famiglia – afferma Mario Falconi Segretario Generale della Fimmg - in quanto si consolida un dato che il Censis ha sempre riscontrato in tutti i suoi precedenti rapporti. Semmai, al di là della soddisfazione, a prevalere è la rabbia di dover assistere giorno dopo giorno ad una crisi inarrestabile del Servizio sanitario nazionale e con esso anche della medicina di famiglia.

Le liste d’attesa sono soltanto una delle criticità di un servizio sanitario nazionale pubblico sempre meno solidale, nel quale va consolidandosi un doppio binario, con una sanità per i ricchi e una sempre più residuale per i poveri (la doppia via d’accesso in ospedale – vedi libera professione intramenia - e il gravissimo problema della non autosufficienza, sono solo due tra i più eclatanti esempi di tutele non più garantite).

La stragrande maggioranza dei medici di famiglia italiani, - prosegue Falconi -pur dovendo doverosamente ringraziare per l’apprezzamento nei loro confronti da parte dei cittadini, ha il dovere di avvertirli che purtroppo non sanno per quanto tempo ancora potranno ricambiare la loro fiducia.

Tutti i giorni essi devono operare in un regime burocratico incomprensibile ed esasperato , ma soprattutto con un’attenzione delle amministrazioni a perseguire, attraverso di loro, il risparmio a tutti i costi, e non certo a favorirne la qualità professionale.

E’ urgentissimo intervenire rapidamente con una seria progettualità e degli investimenti, che non sono solo economici ma soprattutto culturali, misurando e verificando tutto ciò che ruota nel variegato sistema sanitario “in nome e per conto dell’appropriatezza” e non già imponendo assurdi tetti di spesa.

Quando potremo sperare di essere valutati partendo dalla “pesatura” della popolazione assistita sino ad arrivare alla verifica dei risultati conseguiti?

Costretti a risparmiare ad ogni costo, dovremo assistere inermi ai crescenti tentativi di selezione degli assistiti, privilegiando i giovani e i sani?

Smettiamola di consolidare – conclude Falconi – un sistema sempre più “americanizzato” dove la tutela individuale della salute passa attraverso il portafoglio dei cittadini e non più attraverso una garanzia costituzionale e soprattutto smettiamola di essere così sciocchi da copiare da “oltre oceano” mentre gli stessi Stati Uniti d’America guardano da anni, con attenzione e interesse, ai sistemi sanitari solidali europei che ottengono migliori e più lusinghieri risultati anche in senso economico.