Rimini, 18 maggio 2006

A Rimini Wellness Fimmg e Fiaef presentano un progetto comune
per la prevenzione del rischio cardiovascolare


MEDICI DI FAMIGLIA E OPERATORI DEL FITNESS PER “MUOVERSI IN SALUTE”

Una collaborazione tra medici e mondo del fitness per diffondere la cultura della salute. Alimentarsi in modo sano e fare attività fisica sono straordinari strumenti di prevenzione per le patologie cardiovascolari che ogni anno “sottraggono” oltre 300.000 anni di vita alle persone di età inferiore a 65 anni

Muoversi fa bene: sembra un’ovvietà ma sono pochi quelli che svolgono con regolarità un’attività fisica. Eppure ormai è dimostrato da molti studi che “fare movimento” aiuta a prevenire molte patologie, a cominciare da quelle a carico del sistema cardiocircolatorio.
Per diffondere stili di vita sani nella popolazione la Fimmg – il maggior sindacato dei medici di famiglia – e la Fiaef – l’associazione che riunisce gli operatori dell’aerobica e del fitness – hanno dato vita ad una collaborazione, presentata oggi a Rimini Wellness, una delle più grandi manifestazioni fieristiche del settore.

Alla tavola rotonda “FITNESS = MUOVERSI IN SALUTE, WELLNESS E CORRETTI STILI DI VITA”, coordinata dalla giornalista Eva Antoniotti, hanno partecipato Ferdinando Romano dell’Istituto nazionale ricerca per gli alimenti e la nutrizione; Paolo Adami della Federazione italiana aerobica e fitness; Giacomo Milillo e Walter Marrocco per la Federazione italiana medici di famiglia; Cesare Pambianchi per la Federazione nazionale imprenditori impianti sportivi–fitness.

Nel nostro Paese, la mortalità maschile imputabile a patologie cardiovascolari – prime cause di morte nei Paesi occidentali - è di circa 43 decessi su 10.000 abitanti mentre quella femminile risulta di circa 29 su 10.000.
Walter Marrocco, responsabile per la Fimmg del progetto avviato con Fiaef, ha aperto l’incontro fornendo il quadro di riferimento. I fattori di rischio cardiovascolare sono molteplici: la pressione arteriosa (il 33% degli uomini e il 30% delle donne l’ha uguale o superiore a 160/95 mmHg, mentre per il 19% degli uomini e il 14% delle donne è compresa fra 140-159/ 90-95 mmHg); la colesterolemia (il 20% degli uomini e il 24% delle donne ha il tasso della colesterolemia totale uguale o superiore a 240 mg/dl; il 35% degli uomini e il 33% delle donne ha il tasso della colesterolemia compreso fra 200 e 239 mg/dl); la sedentarietà (il 34% degli uomini e il 46% delle donne non svolge alcuna attività fisica durante il tempo libero); il fumo (il 30 % degli uomini fuma in media 17 sigarette al giorno, il 21% delle donne ne fuma 13); l’obesità (il 18% degli uomini e il 22% delle donne sono obesi); la glicemia (l’8% degli uomini e il 6% delle donne è diabetico, mentre l’8% degli uomini e il 4% delle donne presenta alterata osmeostasi glicemica). Tutto questo si traduce anche, in termini economici, in una spesa complessiva del Servizio sanitario nazionale, che, per i farmaci cardiovascolari, è stata di 3.445 milioni di Euro nei primi 9 mesi del 2005 (ultimo dato disponibile). Senza contare i farmaci acquistati di tasca propria dai cittadini e un notevole incremento di vendita dei“prodotti salutistici” sia in farmacia sia presumibilmente nelle erboristerie e così via.

La modifica degli stili di vita (astensione del fumo, regime dietetico controllato, promozione dell’attività fisica ecc.).) rappresenta pertanto il primo “step” d’intervento da parte del medico che potrà essere seguito, ove indicato, dalla prescrizione di un trattamento farmacologico. L'attività fisica di durata superiore alle 12 settimane, ha per esempio dimostrato tutti i suoi benefici, aumentando il colesterolo-HDL e riducendo il colesterolo-LDL e i trigliceridi.

Giacomo Milillo ha sottolineato come il professionista sanitario che meglio è in condizione di “gestire” questo percorso è il medico di famiglia, che può “integrare i fattori fisici, psicologici, sociali, culturali ed esistenziali, servendosi della conoscenza e della fiducia scaturita dai contatti ripetuti con gli assistiti”.
Da parte loro, gli operatori del fitness possono offrire al cittadino la loro professionalità fornendo informazioni sulla corretta attività motoria e sulle metodiche di allenamento, progettando e seguendo un “percorso benessere” personalizzato alle caratteristiche ed alle aspettative di salute dell’individuo. È proprio sulla professionalità di questi “allenatori” ha insistito nel suo intervento a Rimini Paolo Adami, rimarcando come lo scarso controllo verso istruttori improvvisati e incompetenti mette a rischio la salute dei cittadini, perché movimenti sbagliati, inadeguati all’età o allo stato di salute della persona, possono produrre danni anche molto seri.
Secondo Ferdinando Romano l’incontro di Rimini ha una grandissima importanza, perché si è riusciti a mettere intorno ad un tavolo tutti i soggetti, istituzionali e associativi, che hanno interesse a sviluppare una cultura del benessere. E di uno sviluppo in questa direzione ha parlato anche Cesare Pambianchi, ricordando come negli ultimi vent’anni le palestre si siano via via trasformati in centri di socializzazione, con una crescente offerta di servizi.

Nei prossimi mesi Fimmg e Fiaef metteranno a punto materiali da distribuire negli studi medici e uno studio sperimentale su come si affrontano le tematiche dell’attività fisica nel dialogo tra medico e paziente. La sinergia delle rispettive competenze professionali e culturali messe in campo consentirà al progetto di fruire delle garanzie qualitative necessarie alla gestione di tutte le sue fasi e di conseguire importanti risultati in termini di salute per tutti i cittadini.