Roma, 23 maggio 2006

COMUNICATO STAMPA

Notte di terrore per due Dottoresse a Guidonia
Esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Tivoli


Notte di terrore nella postazione di Guardia Medica di Guidonia.
La notte del 16 maggio due colleghe di Guardia Medica della postazione di Guidonia A.G. e S.K. sono state aggredite e minacciate, da un noto pregiudicato della zona.
Sono stati 45 minuti di terrore (è il tempo impiegato ad accorrere dalle forze dell’ordine e dall’ambulanza del 118- allertate dalla centrale di ascolto di Guardia Medica di Tivoli, su richiesta delle interessate.) Quarantacinque minuti di terrore, durante i quali le dottoresse si sono barricate dentro la loro stanza con mezzi di fortuna.
La postazione di Guidonia purtroppo è tristemente famosa per le minacce di cui sono fatti oggetto i medici, che lì operano, nonché di atti vandalici perpetrati ai loro danni: l’incendio doloso di 2 auto parcheggiate davanti alla sede e appartenenti agli stessi è storia recente.
Cosa altro deve succedere perché i medici di Guardia siano messi nelle condizioni di operare nella massima sicurezza?
Ad affermarlo sono Mario Falconi, Segretario Generale della Fimmg e Domenico Crisarà Segretario Nazionale della Fimmg C.A. – secondo i quali è scandaloso che dopo due assassini di nostre colleghe, migliaia e migliaia di forme di violenza fisica e verbale, ancora oggi la maggior parte dei responsabili della sanità pubblica ignori o finga di ignorare il problema.
Siamo certi che nessun uomo politico o Direttore generale manderebbe un proprio familiare, soprattutto donna, a svolgere il servizio di Continuità Assistenziale in moltissime disastrate postazioni di Guardia del nostro Paese.
Rispetto all’ultimo episodio il Segretario Provinciale Fimmg Continuità Assistenziale di Roma Giuseppina Onotri aveva più volte richiesto un incontro con i responsabili dell’azienda sanitaria locale per mettere in sicurezza la postazione di Guidonia, senza ricevere alcuna risposta.
I medici di Continuità Assistenziale fanno parte, come i medici di famiglia, dell’area della medicina generale e non devono essere “usati” e “sfruttati” per svolgere funzioni, in sedi fatiscenti, tipiche dei pronto soccorso ospedalieri, che poco hanno a che vedere con il proprio importante ruolo professionale.
Il tempo delle attese è abbondantemente scaduto – concludono Falconi e Crisarà - e pertanto abbiamo dato mandato al nostro ufficio legale di presentare un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Tivoli contro il Direttore generale della Asl Roma G e di mettere in mora i Direttori generali di tutte le aziende sanitarie italiane che non avessero ancora provveduto ad attivare le indispensabili iniziative per far lavorare in sicurezza i colleghi e le colleghe della continuità assistenziale.