Roma, 27 luglio 2006

COMUNICATO STAMPA

DECRETO BERSANI: SOCI DI CAPITALE, PLETORA MEDICA E TUTELA DELLA SALUTE
UNA MISCELA ESPLOSIVA A RISCHIO DEFLAGRAZIONE


Ad affermarlo è Mario Falconi, Segretario Generale della Fimmg - Federazione Italiana Medici di Famiglia - secondo il quale anche il metodo seguito, su materie tanto delicate quale la tutela della salute dei cittadini, è incomprensibile e anche pericoloso.

Rendere operative delle norme di legge e poi iniziare un confronto, non ci appare come il miglior sistema di fare politica in un paese democratico.

Valutiamo positivamente – prosegue Falconi - alcune correzioni di rotta tra le quali, sicuramente apprezzabile, quella del riconoscimento di un ruolo importante degli ordini professionali sulla veridicità e trasparenza del messaggio pubblicitario.

Non riusciamo a digerire, tra le altre, la norma che facilita l’ingresso di soci di capitali in sanità, senza regole né limiti, in quanto la mission che costoro perseguiranno sarà prevalentemente, se non esclusivamente, il profitto e non già la tutela della salute; ciò è ancora più grave soprattutto in un Paese, quale il nostro, nel quale già oggi molti medici, a causa della pletora, sono costretti ad operare con tariffe a dir poco indecorose.

Ci appare difficile, inoltre, capire e immaginare come possa realizzarsi la parametrazione delle parcelle, in sanità, con il raggiungimento degli obiettivi perseguiti.

Siamo assolutamente in sintonia – conclude Falconi – con quanto affermato e fatto dal Presidente della Fnomceo, Dr. Amedo Bianco, ritenendo con lui, che alla fine della non certo esaltante pagina politica del Decreto Bersani, si possa e si debba aprire una rapida ed incisiva stagione di confronto per ridare dignità vera e ruolo a tutti i professionisti medici italiani e ai loro ordini professionali, nel primario interesse della salute dei cittadini.

Siamo pronti ad affrontare qualunque sfida per il perseguimento della qualità di ogni atto professionale e non vorremmo certo essere costretti a dover praticare, in spirito di unità e sintonia con tutte le rappresentanze sindacali e ordinistiche dei medici, delle dure forme di protesta e di lotta.