Villasimius (CA), 4 ottobre 2006
COMUNICATO STAMPA
Domani, 5 ottobre, a Villasimius (CA),
cominciano le giornate “politico-sindacali” del 59° Congresso nazionale Fimmg-Metis
Atteso, tra gli altri, il ministro della Salute, Livia Turco
PERSONE FRAGILI E SANITA’ NEGATA
L’IMPEGNO DEI MEDICI DI FAMIGLIA
“La Fimmg farà la sua parte come sempre: non si è mai tirata indietro, soprattutto quando si è trattato di tutelare i cittadini, e non lo farà certo adesso. Purchè però ci mettano nelle condizioni di poterlo fare”. Mario Falconi, segretario nazionale del maggior sindacato dei medici di famiglia, conferma così la disponibilità dell’organizzazione a fare tutto il possibile affinché i cittadini non subiscano disagi dall’introduzione delle nuove norme sulla sanità e, in particolare, dalle disposizioni sui ticket al pronto soccorso. L’appello ai medici di famiglia era stato lanciato ieri dalle pagine di un quotidiano romano dal ministro della Salute, Livia Turco, che li aveva sollecitati a “dimostrare di essere il perno del sistema” sanitario.
Da Villasimius (CA), dove domani cominceranno alla presenza dello stesso ministro i lavori sindacali del 59° Congresso nazionale Fimmg-Metis (oggi si chiudono quelli scientifici), Falconi dice di valutare positivamente lo sforzo fatto con il disegno di legge Finanziaria per destinare importanti risorse alla sanità, ma aggiunge che c’è “bisogno urgente di un governo complessivo del sistema a livello territoriale, di un nuovo piano di investimenti che dia risposte soprattutto a chi ha più bisogno di assistenza, cioè le categorie 'fragili' e i non autosufficienti, che sono la vera emergenza di questo Paese”. Falconi invoca dunque “un piano di investimenti sulla medicina territoriale che non siano solo economici, ma anche culturali”.
La Fimmg si aspetta dunque che domani il ministro Livia Turco venga a Villasimius per dare qualche segnale concreto a conferma delle dichiarazioni fatte dopo aver assunto la responsabilità del dicastero. ''Mi auguro – dice infatti Falconi - che venga a dirci quando sarà istituita quella Commissione per le cure primarie, propedeutica all'istituzione al ministero di un dipartimento per la medicina del territorio''. Sarebbe, per il segretario nazionale della Fimmg, una “piccola rivoluzione necessaria. Il ministero, che deve garantire i Livelli essenziali di assistenza, ha tremila dipartimenti e nessuno sulla medicina del territorio, su cui bisogna davvero investire per dare risposte ai cittadini e ai nuovi bisogni di salute”.
In questa ottica, peraltro, la Fimmg si aspetta anche che il ministro si adoperi per sbloccare lo stallo delle trattative per gli accordi integrativi regionali della Convenzione per la Medicina generale firmata ormai più di un anno fa. “A oggi – ricorda Falconi – solo un quarto delle Regioni ha concluso questi accordi, indispensabili per un effettivo rilancio della medicina territoriale e dell’assistenza ai cittadini. Ci auguriamo che anche su questo il ministro della Salute ci dia risposte positive e concrete, almeno per quanto è nelle sue possibilità”.