Roma, 17 novembre 2006

COMUNICATO STAMPA


NASCE LA FEDERAZIONE ITALIANA DI MEDICINA DI EMERGENZA–URGENZA E DELLE CATASTROFI


E’ nata la Federazione italiana di medicina di emergenza-urgenza e delle catastrofi. L’evento è accaduto nel corso del V Congresso nazionale della Simeu (la Società italiana di medicina di emergenza-urgenza) svoltosi a Torino dal 9 all’11 novembre. A darne notizia sono la stessa Simeu, la Fimmg (Federazione dei medici di medicina generale), La Cumi-Aiss, la Simeup (Società di medicina emergenza-urgenza pediatrica) e l’Aides (Associazione Italia dell’emergenza sanitaria), che hanno dato vita alla Federazione.

Già da alcuni anni le associazioni dei medici che operano nell’ambito dell’Emergenza-Urgenza si erano trovate fianco a fianco nell’affrontare le tante, comuni problematiche che caratterizzano la loro attività lavorativa. Il primo elemento che ha indotto queste sigle a costituire la Federazione è stata sicuramente la necessità di creare un fronte compatto a sostegno della istituzione della Scuola di Specializzazione in emergenza e urgenza, tanto contrastata da altri specialisti medici.

Obiettivi principali della neonata Federazione sono:
  1. il coordinamento permanente delle associazioni che agiscono nel settore;
  2. l’istituzione della Scuola di Specializzazione in medicina d’emergenza e urgenza;
  3. la formazione permanente e aggiornamento continuo in medicina d’emergenza e urgenza;
  4. l’integrazione tra territorio e ospedale del sistema emergenza-urgenza;
  5. valorizzare la qualificazione medica dell’emergenza territoriale promuovendo una corretta e adeguata diffusione delle Unità medicalizzate che operano sul territorio, in aria ed in mare, garantendo il governo clinico delle Centrali operative e la Vrq quali strumenti operativi specifici della rete territoriale e ospedaliera dei Dipartimenti dell’emergenza-urgenza .
  6. formazione e training specifico dell’emergenza Nbcr (Nucleare, biologico, chimico e radiologico) e delle macroemergenze.
  7. azioni e interventi legislativi per garantire livelli essenziali di assistenza nell’ambito del sistema di emergenza sanitaria che siano omogenei in tutto il territorio nazionale
  8. curare in modo univoco la rappresentatività comune verso l’esterno e verso le istituzioni
  9. valorizzare le attività delle associazioni di appartenenza sempre più impegnate a valorizzare in sede contrattuale le peculiarità e il rischio lavorativo dell’attività sanitaria in emergenza considerando questa attività, in sede previdenziale, come ‘usurante’.
“Per quanto ci riguarda – commenta Adelina Ricciardelli, presidente del Settore Emergenza sanitaria della Fimmg - siamo convinti che la capacità di incidere della Federazione starà soprattutto nella volontà degli operatori di abbattere davvero gli steccati tra il territorio e l’ospedale in nome della continuità assistenziale da garantire al paziente affetto da una patologia acuta. Ormai – aggiunge Ricciardelli - non ha più alcun senso parlare di medico dell’emergenza territoriale distinguendolo da quello del pronto soccorso. E proprio per questo siamo oggi più che mai uniti e decisi a respingere i continui tentativi di esproprio di quelle competenze che sono ormai patrimonio specifico del professionista dell’emergenza sanitaria, capace di garantire percorsi assistenziali adeguati ed efficaci del paziente nell’ospedale giusto e nel tempo giusto”.