Roma, 24 novembre 2006

COMUNICATO STAMPA


Controlli sulle prescrizioni dei farmaci
Un fermo no alla criminalizzazione della medicina di famiglia


“No a percorsi affrettati ed estranei alle soluzione condivise che abbiamo concordato un paio di mesi fa con le autorità sanitarie della regione”.

E’ così che Fiorenzo Corti, portavoce della Fimmg Nazionale, commenta le notizie secondo le quali La Corte dei Conti avrebbe dato indicazione alle ASL della Regione di eseguire i controlli sulle prescrizioni dei medici di famiglia lombardi sulla base di un mero scostamento matematico dalla media di spesa regionale.

“Se fosse davvero così il messaggio è chiaro: si vuole tornare a vecchie e rozze logiche poliziesche” - aggiunge Corti - “che sono estranee al percorso corretto concordato con la Regione e le Asl”. Le linee di indirizzo sulle modalità per la verifica ed il controllo sui consumi farmaceutici, come ricorda Corti, risalgono ad appena due mesi fa ed erano giunte alla fine di un serrato confronto tra rappresentanti della Regione, dei sindacati, degli ordini dei medici e delle Asl.

In sintesi, richiamandosi anche all’Accordo collettivo nazionale e all’Accordo regionale del 2005, le linee guida prevedono l’istituzione di un tavolo per l’appropriatezza prescrittiva con il compito di individuare ed aggiornare i criteri per il monitoraggio, la rendicontazione almeno trimestrale ai singoli medici della loro attività prescrittiva, l’individuazione a livello di Asl di un set di indicatori sulla base dei quali effettuare l’analisi delle prescrizioni ed eventualmente sollevare le contestazioni ai medici che si discostino dai range preliminarmente definiti.

Un altro percorso previsto dalle linee guida prevede inoltre periodiche verifiche collegiali tra Asl e medici con modalità da concordare a livello locale.

La delibera del Direttore Genarale dell’Assessorato esclude comunque che il medico possa essere sanzionato per lo scostamento dalle medie prescrittive.

Tale scostamento viene utilizzato per identificare i medici da sottoporre a controlli sul rispetto delle normative che regolamentano le prescrizioni.

“Secondo noi - conclude Corti - sono queste le strade che possono condurre ad un corretto monitoraggio delle attività dei medici di famiglia, nel quadro di una realistica valutazione di tutte le componenti che contribuiscono a determinare la prescrizione medica e quindi anche il suo eventuale scostamento dalla media “grezza”.

Altri percorsi che non tengano conto delle componenti fondamentali della prescrizione non possono che essere grossolani.

A meno che l’unica cosa che interessa davvero non sia tanto il risultato di salute ma solo il risparmio, magari minacciando più o meno palesemente i medici di famiglia.

Questo proprio non lo possiamo accettare.”