Roma, 12 dicembre 2006

COMUNICATO STAMPA


Il commento di Giacomo Mlilillo ai dati Osmed sull’uso dei medicinali nei primi nove mesi del 2006
FARMACI: SI CONSUMA APPENA UN PO’ DI PIU’, MA SICURAMENTE MOLTO MEGLIO


“A quanto pare, quest’anno gli italiani hanno consumato appena un po’ più medicinali rispetto all’anno scorso, ma soprattutto l’hanno fatto in maniera più appropriata. Grazie anche ai medici di famiglia”:

E’ un commento sostanzialmente positivo quello di Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg, il maggior sindacato dei medici di Medicina generale, ai dati presentati ieri nel rapporto Osmed sull’andamento dei consumi farmaceutici in Italia nei primi nove mesi del 2006.

La spesa complessiva, pubblica e privata, per i medicinali risulta infatti aumentata dello 0,4 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a fronte di un incremento del 7,7 per cento delle dosi prescritte dai medici. La spesa pubblica, in particolare, nel periodo considerato è aumentata del 3,3 per cento, mentre c’è stato un drastico ridimensionamento (-28%) dell’acquisto privato dei farmaci rimborsabili dal Ssn. Inoltre i farmaci equivalenti (quelli che una volta venivano chiamati “generici”) hanno raggiunto il 25 per cento circa del mercato, con un significativo aumento dell’8,5 per cento rispetto al 2005.

“Sono cifre - sostiene Milillo - che confermano come i medici di famiglia, pur prescrivendo un maggior numero di dosi, l’hanno fatto tenendo presente le esigenze di bilancio sia del Servizio sanitario, sia dei loro assistiti”. Da una parte, spiega il segretario nazionale della Fimmg, la crescita del mercato di farmaci equivalenti testimonia il sostegno che i medici di medicina generale stanno dando all’uso di questi prodotti, soprattutto nei trattamenti di lungo termine delle patologie croniche. Dall’altra parte la riduzione dell’acquisto “privato” di farmaci rimborsati dal Ssn dà la misura del miglioramento della rete di offerta della Medicina generale. “Grazie allo sviluppo dell’associazionismo medico, alla diffusione dell’informatica e alla presenza sempre più diffusa di personale di studio – precisa Milillo - è molto aumentata l’accessibilità alla Medicina di famiglia e ciò ne permette l’utilizzo a persone che in precedenza si rivolgevano direttamente a strutture private. Anche questo – conclude con soddisfazione il rappresentante dei medici di Medicina generale - è appropriatezza nell’uso degli strumenti e delle risorse di cui disponiamo”.