Roma, 17 gennaio 2007

LA SANITÀ È SOTTO OSSERVAZIONE:
I RISULTATI CONSEGUITI SONO BUONI MA NON SI PUÒ ABBASSARE LA GUARDIA


Il Comitato Solidarietà e Salute per il Sostegno e il Rilancio del Ssn alla luce dei risultati emersi dai controlli in 321 ospedali italiani, operati dai Nas e voluti dal ministro della Salute Livia Turco, che attestano il buono stato di salute del Ssn, invita le Istituzioni a non abbassare la guardia e a proseguire con rigore nella loro opera di vigilanza sulla sicurezza e la qualità delle strutture. L’obiettivo da non dimenticare è quello del raggiungimento di una sanità che offra pari condizioni di trattamento su tutto il territorio nazionale.

“Gli esiti delle ispezioni dei Nas negli ospedali italiani – rileva Michele Arpaia, presidente del Comitato – hanno tracciato un quadro complessivamente positivo, ma hanno anche rilevato il permanere di un profondo divario tra il Nord e il Sud del Paese. Un gap che non possiamo trascurare e che produce disuguaglianze tra i cittadini, come il nostro Comitato ha sempre richiamato, impegnando tutti coloro che hanno responsabilità nel sistema sanitario ad operare perché possa essere presto superato. Governo e Regioni hanno più volte dichiarato di voler contrastare gli squilibri ancora esistenti e le misure messe in atto dalla Finanziaria 2007 che recepiscono gli accordi tra Governo e Regioni contenuti nel Patto per la Salute sembrano confermare questa volontà di riequilibrio. Tuttavia, mai come in questo momento, diventa essenziale attuare rapidamente misure e provvedimenti che consentano di rendere ancora più incisiva l’azione di riqualificazione e consolidamento del Servizio sanitario nazionale”.

“I cittadini italiani – ha concluso Arpaia – hanno chiaramente manifestato, attraverso il voto referendario, la volontà di difendere l’unità nazionale. Occorre lavorare perché questa unità sia concretamente realizzata in tutte gli aspetti del vivere civile, a cominciare proprio dalla sanità che è un indicatore fondamentale per misurare la civiltà di un Paese”.