Roma, 12 febbraio 2007

Venerdì 9 febbraio prima riunione della Segreteria Nazionale dopo il congresso di Roma
“NO AD UNA LIMITAZIONE DELLA SPESA FARMACEUTICA SVINCOLATA DAI BISOGNI DELLA POPOLAZIONE”


La Segreteria nazionale delle Fimmg, organismo di cui fanno parte tutti i Segretari Regionali, si è riunita venerdì 9 per discutere il tema della “politica del farmaco” ed esprimere una posizione unanime, facendo chiarezza sulle diverse posizioni attribuite dalla stampa alla Fimmg nelle diverse realtà regionali.

La FIMMG ribadisce la propria contrarietà ad una limitazione della spesa farmaceutica esclusivamente fondata su criteri ragionieristici, svincolati dall’individuazione dei bisogni assistenziali prioritari della popolazione. Il farmaco, se correttamente usato, è un presidio importante non solo nella cura delle malattie acute, ma soprattutto nella prevenzione e nella terapia delle malattie croniche che costituiscono la vera sfida da vincere per la sostenibilità nel prossimo futuro di un servizio sanitario orientato alla tutela di una popolazione che invecchia. Pertanto la criminalizzazione e il contingentamento dell’uso del farmaco, finalizzato alla cosmesi dei bilanci, può rivelarsi un boomerang a medio e lungo termine per la salute degli italiani.

La FIMMG ritiene che il governo della spesa farmaceutica, comunque necessario, debba essere fondato, piuttosto che sui tetti di spesa, su un’attenta valutazione dei costi/benefici, su un impiego esteso dei farmaci equivalenti in tutti i casi possibili, oltre che su una definizione articolata delle priorità, e, infine, su un’attività regolatoria nazionale, orientata in tal senso dall’AIFA.
A tal proposito, la FIMMG condivide pienamente le posizioni dell’AIFA rese note dal Comunicato diffuso e pervenuto nel corso dei lavori della Segreteria. Il comunicato dell’AIFA ribadisce il significato di LEA dell’assistenza farmaceutica, assistenza che non ha esigenze di essere adattata alle diverse realtà culturali e organizzative delle Regioni italiane.

La Segreteria nazionale della FIMMG ha infine individuato tre principi fondamentali che ritiene irrinunciabili per un corretto svolgimento della attività professionale nell’interesse della salute del cittadino:
  1. La piena autonomia dell’atto prescrittivo, prioritariamente istruito da scienza, coscienza ed appropriatezza terapeutica, che è elemento costituente la professione medica sia in ambito territoriale che ospedaliero, oltre a rappresentare un fondamento del rapporto fiduciario medico/assistito.
  2. La non sostituibilità del farmaco prescritto, sia esso generico o meno. Inoltre, per quanto riguarda il farmaco generico, al di là di ogni concetto di bioequivalenza, FIMMG sottolinea che i prodotti farmaceutici non sono comunque identici fra loro e, soprattutto nel trattamento delle malattie croniche, il passaggio incontrollato da un prodotto all’altro può determinare danni alla salute del paziente.
  3. Il fermo rifiuto di appesantimenti burocratici dell’atto prescrittivo, finalizzati a scoraggiare lo stesso atto aumentandone l’esposizione ad azioni di controllo fiscale e sanzionatori svincolati da qualsiasi logica di appropriatezza assistenziale.

La riorganizzazione della medicina generale e il potenziamento dell’assistenza socio-sanitaria territoriale non potrà realizzarsi se non verrà creato un clima di fiducia e rispetto reciproco fra Governo e Regioni da una parte e professionisti dall’altra.
Il ripetersi di atti che sistematicamente violano i tre principi sopra enunciati compromette l’instaurazione di questo clima e con esso il miglioramento della qualità dell’assistenza fornita dal nostro SSN.

Ufficio Stampa FIMMG
Marco Landucci (Weber Shandwick) – tel. 06 84043486 – cell. 335 7434776

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