Roma, 19 marzo 2007

COMUNICATO STAMPA

INCONTRO FIMMG A PALERMO: UN GIORNO PER PARLARE DI FUTURO


Un’occasione per fare il punto sulla figura del Medico di Medicina Generale, sul ruolo e sulle competenze di questo professionista in uno scenario della Sanità che sta rapidamente cambiando.

Con questo obiettivo sabato 17 marzo, a Palermo, si è tenuto l’incontro “Il futuro della Medicina Generale”, organizzato dalla Fimmg Palermo nel capoluogo siciliano.

Ai lavori hanno preso parte Roberto La Galla, Assessore Regionale alla Sanità, Saverio Ciriminna, Dirigente Generale del Dipartimento Ispettorato Sanità Regione Siciliana, Stefano Inglese, coordinatore nazionale della Commissione per le cure primarie e l’integrazione socio-sanitaria del Ministero della Salute (in rappresentanza del Ministro Turco), Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale (Simg), Nino Reale, rappresentante nazionale della SPI CGIL, Giacomo Milillo e Saverio La Bruzzo, rispettivamente Segretario e Vice Segretario Nazionale della Fimmg.

“Gli interventi dei relatori – dice Paolo Giarrusso, direttore di Palermo Medica, che ha patrocinato il convegno – hanno offerto indicazioni interessanti, anche a livello regionale. L’assessore La Galla ha reso nota la volontà della Giunta di chiudere entro aprile l’accordo integrativo regionale ed ha annunciato alla platea che i controlli sulla spesa non saranno rivolti ai soli medici di medicina generale, ma a tutti i soggetti prescrittori, compresi gli universitari. Giacomo Milillo ha invece posto l’accento su alcuni aspetti della governance clinica, ricordando che una buona gestione della spesa farmaceutica non passa attraverso i controlli della Guardia di Finanza, ma da una migliore presa in carico dei cittadini, in modo particolare di coloro che sono affetti da patologie croniche. Presa in carico che, ha ricordato Milillo, da una parte deve essere in grado di evitare gli sprechi e dall’altra, attraverso pratiche di medicina di iniziativa, deve consentire di individuare quei pazienti cronici che non accedono allo studio del Medico di Medicina Generale.

Infine Stefano Inglese ha ricordato l’opportunità di una riorganizzazione della rete di cure territoriali prendendo a modello la Casa della Salute e ponendo al centro del processo il Medico di Medicina Generale.

Una posizione, questa, che ha trovato l’appoggio di Nino Reale, rappresentante della SPI CGIL”.


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