Roma, 16 aprile 2007
COMUNICATO STAMPA
La decisione della Regione farà perdere 270 posti di lavoro a medici precari
IN TOSCANA CONTINUITÀ ASSISTENZIALE A RISCHIO PER RIDUZIONE NUMERO DEI MEDICI
La FIMMG Continuità Assistenziale della regione Toscana critica aspramente il comportamento della Regione e dell’Assessore alla Salute Enrico Rossi, che unilateralmente ha deciso di ridurre il numero dei medici di Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) applicando il rapporto ottimale di un medico ogni 5000 abitanti. Questa proporzione, pur prevista dall’Accordo Collettivo Nazionale del 23-3-2005, fa parte di una serie di norme da analizzare e contrattare per la stesura dell’Accordo integrativo regionale.
“La decisione della Regione – dice Antonio De Luca, presidente nazionale delegato di settore della FIMMG – che farà perdere, di fatto, 270 posti di lavoro a medici precari, è stata presa senza tenere in minima considerazione la netta opposizione delle organizzazioni sindacali presenti al tavolo delle trattative, con motivazioni puramente economiche, senza proporre alcun tipo di sviluppo del servizio e senza tener conto dei disagi che si verranno a creare nella popolazione e fra gli operatori”.
“La Regione – continua De Luca – indica il rapporto ottimale di un medico ogni 5000 abitanti calcolando i residenti effettivi e non tutta la popolazione domiciliata, e quindi assistita, sul territorio. La FIMMG Continuità Assistenziale della Toscana, dopo aver proclamato lo stato d’agitazione ed espletato tutte le procedure per il tentativo di conciliazione tramite la Prefettura di Firenze, aveva trovato un’intesa con i Direttori Generali di 9 ASL su 12. Un accordo, grazie la quale, si sarebbero persi “solo” 130 posti di lavoro. L’Assessore Rossi ha rifiutato tale intesa ed ha ribadito la volontà di risparmiare su questo servizio, che peraltro incide marginalmente sulla spesa sanitaria della Regione”.
Visto l’esito negativo del tentativo di conciliazione, la Fimmg Continuità Assistenziale della Regione Toscana ha deciso di applicare ad oltranza l’Accordo Collettivo Nazionale, che prevede una serie di restrizioni delle prestazioni erogate all’utenza.
“Restiamo comunque a disposizione – conclude De Luca – per la riapertura del tavolo delle trattative, a patto che l’impegno della regione Toscana sia rispondente alle esigenze di una medicina territoriale forte ed efficiente, in grado di rispondere ai crescenti bisogni di salute della popolazione, e soddisfacente per gli operatori del settore”.
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