Villasimius, 8 ottobre 2007
COMUNICATO STAMPA
UN ITALIANO SU TRE SOFFRE DI UNA MALATTIA CRONICA
È EMERGENZA PER LA SANITÀ E PER LA SALUTE DEL NOSTRO PAESE
Si apre oggi il 62° Congresso FIMMG a Villasimius, in provincia di Cagliari
Sono figlie naturali dei nostri tempi. Sono le malattie croniche. Ci troviamo di fronte ad una epidemia di proporzioni inusitate, che impegnerà in maniera importante le risorse del nostro Paese.
Le malattie croniche diventano un problema sanitario e sociale se la società non è organizzata per affrontarle.
Ed i numeri già confermano l’allarme.
Un italiano su tre soffre di una malattia cronica, ovvero il 36,6 % della popolazione, con punte del 40,1 nel centro Italia. Sono malati cronici l’80,7% degli anziani, ma non sono immuni neanche i giovani sotto i 24 anni: il 9,9% (9,7% nel 2001) ed il fenomeno è destinato ad aggravarsi soprattutto nelle donne.
Una indagine ISTAT del 2005 riporta la fotografia della popolazione secondo il tipo di malattia cronica dichiarata, da cui emerge che:
- le malattie croniche più diffuse tra la popolazione, rilevate nell’ambito di 24 patologie sono:
- l’artrosi/artrite al 18,3%
- l’ipertensione arteriosa al 13,6%
- le malattie allergiche al 10,7%
- diabete circa 3.000.000
- le malattie croniche con netta prevalenza femminile sono:
- l’artrosi/artrite (21,8% contro il 14,6%)
- l’osteoporosi (9,2% contro l’1,1%)
- la cefalea (10,5% contro il 4,7%)
- Uno svantaggio maggiore per gli uomini si osserva invece per:
- la bronchite cronica/enfisema (4,8% contro il 4,2%)
- l’infarto (2,4% contro l’ 1,1%)
Ma la situazione diventa più grave se ad essere malato è un immigrato e non un italiano. Una casistica prodotta dall’IRCCS San Gallicano di Roma conferma che:
- su 9.952 immigrati, il 37,1% è affetto da patologie croniche degenerative e dimostra una minore aderenza alla terapia a causa delle difficili condizioni di vita: dai numerosi cambi di residenza, all’assenza alle visite di controllo, alla non accettazione di alcuni effetti collaterali dovuti ai farmaci assunti.
Ma quali sono le cause di questa che viene a prospettarsi come la pandemia dell’imminente futuro? Un gruppo esiguo di fattori di rischio, combinati tra loro, ad esempio ipertensione arteriosa, tabagismo, alcool, colesterolo alto, sovrappeso, basso consumo di frutta e verdura, inattività fisica, sono i responsabili della maggior parte delle malattie croniche. Queste cause, insieme a caratteristiche immodificabili come età e familiarità, sono alla base di cardiopatie, malattie vascolari e neurologiche, malattie respiratorie croniche fino ad alcuni gravi tipi di neoplasie. L’età poi favorisce lo svilupparsi della cronicità.
“Il miglioramento delle condizioni economiche-sociali” - commenta Giacomo Milillo, Segretario Nazionale – “i progressi della medicina, l’allungamento della vita media stanno generando radicali modificazioni delle storie naturali di malattia. Malattie anche gravi sono divenute croniche. Si sta verificando un vero e proprio spostamento dell’asse delle cure, un viraggio, dall’acuto al cronico. In sostanza, non tanto un cambiamento dei bisogni, quanto invece il prolungarsi degli stessi e l’aggiungersi di altri.
È il fattore tempo ad entrare ora prepotentemente in gioco. I pazienti cronici spesso affrontano non solo singoli episodi di malattia, ma articolati percorsi di cura. La malattia cronica diventa allora un unico, complesso episodio longitudinale nel tempo. Ciò comporta maggiore numero di visite specialistiche, ricoveri in ospedale, interventi. Il trend è quello di una “complessificazione” delle cure che richiede competenze differenti con una più forte capacità di guida nel tempo, dove l’esito non è la guarigione, ma il mantenimento il più a lungo possibile di uno stato di salute/benessere e qualità della vita”.
E il fattore cronicità rischia di mettere seriamente a rischio l’equilibrio della sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale. È infatti troppo spesso trattata nelle sedi sbagliate e con costi sociali ed economici altissimi.
Le malattie croniche infatti generano nei cittadini una crescita delle aspettative, un rapporto diverso con la salute che viene quindi considerata un percorso che, come tale, necessita di interventi, cure, assistenza…un aumento della domanda non sempre corrispondente ai bisogni reali.
Questi saranno i temi affrontati nella prima giornata di apertura dei lavori del 62° Congresso FIMMG.
Grande rilievo sarà altresì posto su argomenti che occupano importante spazio nel dibattito politico, culturale e mediatico di questi ultimi tempi, dal dolore cronico, alla vaccinazione HPV, alla BPCO, la malattia del fumo.
Ufficio Stampa
Cristiana Montani Natalucci - (Weber Shandwick) – tel. 06 84043497
Rita La Rosa - 335 8356755
Allegato 1
CONFRONTO ANNI 1999-2000 V/S 2005
Incremento per alcune malattie croniche, soprattutto per la popolazione ultra sessantacinquenne:
- il diabete passa dal 12,5% al 14,5%,
- l’ipertensione arteriosa dal 36,5% al 40,5%,
- l’infarto del miocardio dal 4% al 6,3%,
- l’artrosi-artrite dal 52,5% al 56,4%,
- l’osteoporosi dal 17,5% al 18,8%
In flessione, sempre tra gli ultrasessantacinquenni:
- l’angina pectoris (3,4% contro 2,5%),
- altre malattie del cuore (12,5% contro 11,3%)
Per tutta la popolazione diminuisce:
- l’ulcera dal 3,0% al 2,3% (>65 anni dal 7,3% al 5,3%),
- rimane stabile la quota colpita da tumore maligno (1%),
- aumenta la percentuale di quanti dichiarano di esserne stati affetti in passato (da 0,4% all’1,2%)