Roma, 31 gennaio 2008

COMUNICATO STAMPA

FIMMG, MILILLO: “LA LIBERTÀ DI PRESCRIZIONE DEL MEDICO NON SI TOCCA
SIAMO CONTRARI A QUANTO DELIBERATO DALLA REGIONE LAZIO”


La Federazione dei Medici di Famiglia ancora una volta scende in campo contro qualsiasi tipo di restrizione della libertà prescrittiva da parte del medico di medicina generale. Tale posizione è diretta contro l’approvazione di una delibera della Regione Lazio che prevede inefficaci appesantimenti burocratici per il medico.

“Lede la libertà prescrittiva del medico e non potrà produrre gli effetti desiderati, ovvero la razionalizzazione della spesa sanitaria regionale, il cui disavanzo ha ben altre origini sulle quali sono necessari altri interventi. - Afferma Giacomo Milillo, Segretario Generale Nazionale Fimmg. -

Sussiste invece il concreto rischio che si realizzi un effetto paradosso: è noto agli esperti che le limitazioni alla spesa farmaceutica determinano un aumento dei ricoveri ospedalieri in strutture pubbliche e convenzionate, con effetti sulla spesa sanitaria complessiva assolutamente deleteri.

La delibera in realtà introduce un meccanismo ambiguo, facilmente eludibile che si presta ad essere aggirato dai pochi ma immancabili “furbetti”, mentre appesantisce ulteriormente il già faticoso lavoro della grande maggioranza dei medici di famiglia impegnati a prendersi cura della salute dei propri assistiti.
Questi alcuni dei punti deboli della delibera:
  1. Introduce una discriminazione di fatto tra il diritto alle cure dei cittadini del Lazio rispetto a quelli del resto d'Italia
  2. Non risolve, anzi rischia di acuire, il “contenzioso” sulla responsabilità prescrittiva tra Ospedale e medico di Medicina Generale
  3. La documentata evidenza clinica, alla base dell’individuazione del codice di valorizzazione da apporre, non è un evento oggettivabile, al contrario è piuttosto difficile da dimostrare
  4. Decidere di prescrivere i farmaci senza le famose letterine, significa essere convocati dinnanzi ai comitati per l'appropriatezza ed essere giudicati secondo un criterio inaccettabile di economicità.
Mi auguro che la Regione Lazio sia disponibile a rivalutare la delibera in un tavolo tecnico di concertazione che coinvolga tutti i soggetti interessati per trovare una soluzione concreta e partecipata ai problemi dell’appropriatezza prescrittivi, - conlude Giacomo Milillo."

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