Roma, 15 marzo 2008
COMUNICATO STAMPA
Medicina penitenziaria
1400 medici precari rischiano di perdere il lavoro e l’assistenza per 24 ore nelle carceri sarebbe imposta alla medicina generale
È stata presentata venerdì scorso la bozza del DPCM che dovrebbe attuare il passaggio della medicina penitenziaria dal Ministero di Grazia e Giustizia al Ministero della Salute, in ottemperanza di quanto disposto dall’ultima finanziara.
Dall’elaborato delle due amministrazioni coinvolte sotto la regia del Ministero dell’Economia risulta, all’art 3 comma 4, che i contratti a tempo determinato rinnovati ogni due anni ai cosiddetti medici s.i.a.s verranno posti ad esaurimento.
Si tratta di medici che attualmente garantiscono la guardia medica nelle strutture di prevenzione e pena per 24 ore 7 giorni su 7.
Il decreto non identifica il professionista che garantirà il servizio, le Regioni attraverso l’organizzazione delle aziende sanitarie locali, provvederanno all’assistenza continua ai cittadini detenuti attraverso strutture non ancora definite.
“Questo decreto”, commenta Giacomo Milillo, segretario generale della FIMMG, “oltre a licenziare oltre 1400 medici getta sulle spalle della medicina del territorio, in particolare della medicina generale ed in primo luogo del servizio di continuità assistenziale, il carico della assistenza negli istituti di pena”.
“Le modalità scelte dalle tre amministrazione per garantire il diritto dei detenuti alla tutela della salute alla pari di tutti i cittadini," prosegue Milillo “non risultano chiare e certe e il rischio concreto è quello di trovarci, anche nella medicina penitenziaria,a dover calcolare i danni prodotti dai veti incrociati delle regioni italiane che impediscono, complice il Governo, di porre le basi di un ridisegno e di un rilancio delle cure primarie nel nostro paese.“
Questo ennesimo conflitto, per determinare l’autonomia decisionale in materia di sanità delle Regioni rispetto al Ministero e viceversa, sta portando alla perdita di 1400 posto di lavoro (nonostante le strombazzate volontà elettorali di stabilizzare il precariato) ad una incerta qualità dell’assistenza ai cittadini detenuti, fino ad ora erogata a livelli più che accettabili, ad un ennesimo carico di lavoro per la medicina generale senza che questa possa esprimere il suo parere.
Il tutto, come sempre, sotto l’ombra incombente del ministro Padoa Schioppa.
Assunto che la FIMMG ha a cuore di tutelare la salute di tutti i cittadini e la professionalità dei medici di medicina generale si opporrà con tutti i mezzi all’attuazione di un progetto che non solo mortifica le cure primarie ma crea contemporaneamente 1400 medici disoccupati.