Roma, 17 marzo 2008
COMUNICATO STAMPA
ALLARME DELLA FIMMG SUL DECRETO CHE STA PER ESSERE APPROVATO
Un passo indietro la proposta in discussione sui Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) che dovrebbero garantire ai cittadini italiani il diritto alla tutela della salute
È fortemente critica FIMMG, la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale sullo schema di DPCM di Revisione dei Livelli Essenziali di Assistenza che sarà discusso dalla Conferenza Stato-Regioni il prossimo 20 marzo.
“Dalla lettura del documento in discussione, commenta Giacomo Milillo, Segretario Nazionale di Fimmg, “emergono forti contraddizioni rispetto al contenuto del Documento di Programmazione Economico Finanziaria relativamente al potenziamento dell’assistenza primaria. I Medici di Medicina Generale e pediatri di libera scelta vengono emarginati dall’assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale, sono introdotti percorsi burocratici tanto inutili quanto gravosi per medici, per il Servizio e per i cittadini, vincoli inaccettabili e complessi alla prescrizione di specifiche indagini diagnostiche. Tutto è orientato a limitare la spesa e si finisce con spendere di più in burocrazia.”
In una Sanità ancora incoerente fra competenze del Governo e delle Regioni, e tormentata dal loro cronico conflitto, i Medici di Famiglia italiani hanno riposto molte aspettative sulla nuova formulazione dei Livelli Essenziali di Assistenza che la Conferenza Stato Regioni dovrebbe approvare nei prossimi giorni per garantire ai cittadini italiani una risposta concreta ai nuovi bisogni di salute e di assistenza coerenti con il cambiamento della popolazione sia in termini demografici (l’età) che epidemiologici (le malattie croniche).
“Il provvedimento che dovrebbe definire con chiarezza le prestazioni che sono garantite a ciascun cittadino”, continua Milillo, “si occupa invece di discriminare fra i vari professionisti della sanità creando steccati fra dipendenti e convenzionati, fra specialisti e medici di medicina generale, rendendo sempre più difficile la tanto auspicata integrazione fra ospedale e territorio”.
FIMMG lancia quindi un appello al Ministro alla Salute Livia Turco e alle Regioni, chiedendo il rinvio dell’approvazione di un documento che contiene ancora troppi punti ambigui e che, soprattutto, sembra trascurare alcuni fondamentali principi di prevenzione e promozione della salute tra i cittadini.
Alcuni esempi tratti dalla bozza in dicussione:
- La previsione di una visita specialistica per certificare l’incontinenza a chi chiede una fornitura di pannoloni, anche nell’ambito dell’assistenza domiciliare (procedura che serve solo a complicare la vita degli assistiti e dei loro familiari, quando il medico di medicina generale potrebbe risolverlo in modo semplice ed economico)
- L’eliminazione dell’ipertensione arteriosa “senza danno d’organo” dalle patologie croniche costringendo i pazienti a sottoporsi ad inutili e costosi accertamenti (e quindi non credere alla prevenzione secondaria, aspettando che si sviluppino complicanze più costose da curare)
- Un percorso ad ostacoli burocratici per la prescrizione della densitometria (l’esame che serve a valutare l’osteoporosi) con un atteggiamento che deresponsabilizza l’atto medico, aumenta i disagi a carico del cittadino e danneggia il rapporto medico paziente.
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