COMUNICATO STAMPA DEL 23 FEBBRAIO 1998
Il
Segretario Generale Nazionale della Fimmg, Mario Falconi,
sul "CASO BINDI-FUNARI"
e i nuovi attacchi al SSN
"Sarebbero proprio i più deboli a pagare per lo smantellamento del Servizio Sanitario Pubblico"
"Attenzione, perché i continui attacchi al Servizio sanitario nazionale rischiano di portare alla sua delegittimazione e al suo smantellamento. E a rimetterci, in questa ipotesi, sarebbero proprio le fasce più deboli della popolazione, quelle che il signor Funari, nella trasmissione "Per tutta la vita" di sabato scorso, sembrava voler tutelare".
Lavvertimento è di Mario Falconi, Segretario generale nazionale della Fimmg, il maggior sindacato dei medici di famiglia italiani.
"Dati alla mano, il nostro sistema sanitario, nonostante le critiche che gli si possono muovere, è certamente tra i migliori al mondo - continua Falconi - anche se, altrettanto certamente, deve essere migliorato e "avvicinato" ai bisogni dei cittadini. Alla Camera dei Deputati - ricorda - cè una legge di riordino del SSN, presentata dal Governo, che il Parlamento si appresta ad esaminare e che potrebbe essere loccasione per farlo. Questa perciò, è una fase delicatissima nella quale, guarda caso, si moltiplicano gli attacchi al servizio pubblico: ma, mentre cè chi lo fa in buona fede (e comunque con una buona dose di ignoranza, perché non sa come stanno realmente le cose), cè anche chi "fa il furbo" - rileva il Segretario generale nazionale della Fimmg - e rinnova questi attacchi per portare acqua, cioè soldi, a lobby che hanno tutto linteresse a smantellare il servizio sanitario pubblico, lobby alle quali, evidentemente, poco interessano invece le sorti delle fasce più deboli della popolazione".
"Quanto poi ad un presunto "eccesso di difesa" del Ministro Bindi nel corso della trasmissione televisiva - conclude Falconi - mi sembra francamente una accusa pretestuosa di fronte a tanta, continua demagogia usata surrettiziamente e senza scrupoli per distruggere un sistema sanitario che, pur con i suoi difetti ancora da eliminare, è comunque una garanzia a tutela della salute di tutti i cittadini, a cominciare da quelli meno economicamente e socialmente protetti".