COMUNICATO STAMPA DEL 7 APRILE 1998

Ancora sul "caso Di Bella" :FALCONI, "A CIASCUN MEDICO LE SUE RESPONSABILITÀ"

"È assolutamente scorretto, sia sotto il profilo etico e deontologico sia sotto quello professionale, che un medico "scarichi" le proprie responsabilità su altri colleghi: se è convinto della validità di una terapia, la prescriva senza pretendere che siano altri a farlo al posto suo, tanto più se non corre alcun "rischio" dal punto di vista disciplinare".

Così Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg, il maggior sindacato dei medici di famiglia, commenta le dichiarazioni di alcuni medici seguaci del metodo Di Bella, i quali hanno confermato che non prescriveranno più la terapia ai loro pazienti, ma rilasceranno soltanto delle "indicazioni" che altri medici dovrebbero tradurre in regolari prescrizioni.

"I medici di famiglia – assicura Falconi – continueranno a fare quello che hanno sempre fatto: prescriveranno ciò che riterranno giusto in piena scienza e coscienza, confortati sia dalle indicazioni del Consiglio nazionale della Fimmg e della Federazione degli Ordini dello scorso febbraio, sia dalla legge recentemente approvata dal Parlamento sulla sperimentazione del metodo Di Bella. D’altra parte – aggiunge – non si può imporre a tutti di credere nel MDB come "atto di fede": la sperimentazione è iniziata e quando sarà il momento ne trarremo le debite conclusioni".

"Quel che ci colpisce di più e che ci appare assolutamente inspiegabile – prosegue Mario Falconi – è che vi siano medici che lasciano nella disperazione più profonda i pazienti malati di cancro, rifiutando di prescrivere una terapia che pur ritengono valida. Ma che razza di medici sono?".

Il leader dei medici di famiglia Mario Falconi invita pertanto tutti gli aderenti alla propria associazione che venissero a conoscenza di eventuali comportamenti scorretti da parte di colleghi, di segnalarlo agli ordini professionali di appartenenza.