COMUNICATO STAMPA DEL 9 APRILE 1998

Replica di M. Falconi (Fimmg) ai medici "dibelliani"
"UNO STRANO MODO DI INTENDERE IL CORAGGIO"

"Francamente, non vedo dove sia il coraggio nel rifiutarsi di prescrivere una terapia ad un malato di cancro per timore di sanzioni disciplinari dalle quali, peraltro, i medici seguaci del Professor Di Bella sono al riparo – almeno fino al termine della sperimentazione – proprio grazie alla legge che contestano oltre che al pronunciamento della Federazione degli Ordini dello scorso febbraio".

È così che Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg, risponde alle repliche dei medici "dibelliani" sulle sue dichiarazioni di ieri.

Quanto poi alle affermazioni secondo le quali la decisione dei medici "dibelliani" sarebbe stata presa, come si legge in una nota d’agenzia, "soprattutto in difesa dei diritti di tutti i medici affinché possano continuare a prescrivere non vincolati da decreti o leggi capestro; Falconi osserva che i seguaci del Prof. Di Bella "farebbero molto meglio a difendere soprattutto i diritti dei loro pazienti, invece che sottrarglieli non prescrivendo la terapia che ritengono valida".