Roma, 24 novembre 1999

COMUNICATO STAMPA

Il commento di Mario Falconi, leader dei medici di famiglia, alle solite "cifre in libertà"
diffuse dalla Cgil e riportate da alcuni mass-media

«SIAMO "MOSTRI" DI BRAVURA O QUALCUNO BARA?»

«I medici di famiglia italiani devono proprio essere "mostri" di bravura, più di quanto io stesso pensassi, se riescono a essere i professionisti più amati e apprezzati dagli italiani pur dedicando a ciascuno di loro appena 1,6 minuti a settimana! Oppure qualcuno bara ...».

È questo l'ironico commento di Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg, il sindacato dei medici di famiglia, alle cifre diffuse ieri dalla Cgil e riportate da alcuni organi di stampa, secondo le quali un medico massimalista (cioè con 1.500 assistiti) potrebbe dedicare in media a ogni suo paziente 1,6 minuti a settimana: «Se in così poco tempo riuscissimo a ottenere gli indici più elevati di gradimento allora saremmo davvero dei "mostri" di bravura - ribadisce Falconi - ma, battute a parte, credo che la verità sia un po' diversa e che i medici di famiglia italiani, come dimostrano tutte le indagini in proposito, comprese quella del ministero della Sanità e un'altra recentissima dell'Istituto per gli studi sulla pubblica opinione, siamo i professionisti più apprezzati perché ai nostri assistiti dedichiamo tutto il tempo necessario; e anche di più: Perciò - prosegue il leader della Fimmg - sarebbe meglio che la Cgil, e chiunque altro, evitasse di fare -male- il mestiere altrui e di offendere sia i medici sia, soprattutto, i cittadini. Così facendo, l'unico risultato che si ottiene è di minare la credibilità del Servizio sanitario nazionale. Certo, a leggere cose del genere, comincio a capire come mai l'unità delle confederazioni sindacali sia in crisi...».

Falconi, comunque, ha anche qualche altra precisazione da fare. «Ancora una volta - dice - leggo inesattezze clamorose, che non contribuiscono a chiarire le idee ai cittadini. Per esempio, si dice che un massimalista "guadagnerebbe" cifre ragguardevoli: non è così: la verità, che possiamo dimostrare carte alla mano, è che per poter sostenere le spese dello studio bisogna avere in carico non meno di 700 pazienti e che ogni medico di famiglia italiano ne ha in media 900 circa ...  Detratte le spese dagli incassi, perciò, il guadagno vero è di gran lunga inferiore a quelli che di tanto in tanto vengono "strombazzati"».

Quanto alle dichiarazioni rilasciate alla radio dal ministro della Sanità, Rosy Bindi, sui massimali di scelta dei medici di famiglia, Falconi avverte: «Il ministro farebbe bene a evitare di rilasciare dichiarazioni del genere mentre è in corso la trattativa per il rinnovo della convenzione tra Ssn e medici di famiglia. Affermazioni come queste non fanno altro che creare turbative inopportune e controproducenti».