Roma, 23 ottobre 2001

Appello dei medici di famiglia perché vengano eliminate misure che possono
danneggiare i cittadini

FALCONI: «IL PARLAMENTO MODIFICHI IL DECRETO "TAGLIASPESA"»

«Senatori, cambiate il decreto "tagliaspesa" per non danneggiare i cittadini»: è questo l'appello di Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg, il maggior sindacato dei medici di famiglia, all'inizio dell'esame, da parte dell'Assemblea del Senato, del decreto legge 347/2001. Tre i punti principali del provvedimento che, chiede Falconi, dovrebbero essere cambiati per evitare conseguenze dannose agli assistiti: la sostituibilità da parte del farmacista del farmaco prescritto dal medico, il prezzo di riferimento per categorie terapeutiche omogenee, la potestà data alle Regioni di modificare i prontuari farmaceutici semplicemente con propri atti amministrativi.

«Come avevamo già sottolineato quando il decreto fu varato - ricorda il leader della Fimmg - le prime due misure possono comportare rischi sia diretti che indiretti per la salute dei cittadini, così come il terzo, peraltro, che però, oltretutto, appare come un "grimaldello" per scardinare l'unitarietà del Servizio sanitario nazionale e aprire la strada a tante
"repubbliche sanitarie" quante sono le Regioni, con i ben noti squilibri che conosciamo e il conseguente abbandono dei Livelli uniformi ed essenziali di assistenza».

«È per questo - prosegue Falconi - che rivolgiamo ai Parlamentari un appello a modificare positivamente almeno questi punti del decreto e a fare in modo che il prezzo di misure così dirompenti per il sistema sanitario non venga
fatto pagare ai cittadini. Ci auguriamo che lo facciano fin da subito i Senatori ma, se così non fosse, analogo appello rivolgiamo all'altro ramo del Parlamento e ai Deputati che dovranno valutare il testo che perverrà loro da Palazzo Madama». «Sono assolutamente solidale con le Regioni che devono far quadrare i bilanci non potendo a volte intervenire nelle decisioni che vengono prese a "Roma", ma il rimedio proposto è peggiore  del male prodotto».

«E allora - conclude il leader della Fimmg - consiglierei ai Presidenti delle Regioni di chiedere una loro presenza maggioritaria nell'ambito della Cuf e di attivare, in tutti i distretti, le Commissioni per l'appropriatezza previste nell'ultimo Accordo Collettivo Nazionale sottoscritto dalle stesse Regioni ».