Roma, 27 giugno 2001
C O M U N I C A T O S T A M P A
Il leader nazionale della Fimmg, Mario Falconi, sulla delibera della Regione
Toscana che offre incentivi ai medici per risparmiare sulla farmaceutica
«MEDICI DI FAMIGLIA IMPEGNATI MA NON PREZZOLATI PER LA RAZIONALIZZAZIONE DELLA SPESA SANITARIA»
« È un provvedimento che, a fronte
di un possibile modesto risparmio, rischia di indurre nei cittadini una grave
sfiducia nel Servizio sanitario nazionale. Comprendo le difficoltà
dell'assessore alla Sanità della Toscana che, come gli altri suoi colleghi in
tutta Italia, si trova a dover fare i conti con lo splafonamento annunciato
della spesa farmaceutica e condivido anche la necessità di razionalizzazione
del settore, ma il provvedimento da lui portato in Giunta regionale è
fortemente criticabile sia nel merito sia nei modi e tempi in cui è stato
proposto». È così che Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg, il
maggior
sindacato dei medici di famiglia, commenta le notizie sul progetto di
razionalizzazione della spesa proposto dall'assessore toscano Enrico Rossi, che
offrirebbe incentivi ai medici ospedalieri e ai medici di famiglia perché
inducano risparmi nella spesa farmaceutica.
«È un provvedimento intempestivo e inopportuno - spiega Falconi - perchè
preso in una situazione di emergenza per la quale il Governo centrale ha già
annunciato i provvedimenti che ritiene necessari ed è inopportuno perché, come
è stato più volte spiegato, solo una parte marginale dello sfondamento della
spesa è imputabile a maggiori consumi. Ma è anche fortemente
criticabile nel merito per almeno un paio di ragioni. La prima è che può
comportare disagi ai pazienti costretti a recarsi in ospedale per avere i
farmaci di cui hanno bisogno anziché rivolgersi alla farmacia più vicina. La
seconda ragione è che può ingenerare negli assistiti il sospetto che il loro
medico di famiglia abbassi il livello di tutela della loro salute in cambio di
soldi. Tutto questo - aggiunge il leader della Fimmg - non può che
dequalificare il Servizio sanitario nazionale e coloro che vi operano, a
cominciare dai medici di famiglia». Questi ultimi, ricorda ancora il segretario
nazionale del sindacato, è da sempre impegnato in un'opera di
"promozione" della razionalizzazione e dell' appropriatezza delle
prescrizioni sia presso gli stessi medici sia nei confronti dei cittadini, tant'è
che apposite Commissioni sono previste nella Convenzione tra il Ssn e i medici
di famiglia e «consiglio l'assessore Rossi di attivarle quanto prima in tutti i
distretti - dice Falconi - e vedrà che potrà trovare la giusta soluzione ai
suoi problemi d bilancio». «È certamente un processo che richiede tempi
adeguati e investimenti congrui
nella formazione sia dei medici che dei cittadini, non certo provvedimenti
"tampone" dettati dall'emergenza: per quanto ci riguarda siamo quindi
impegnati su questo fronte, ma senza essere prezzolati. Non vorremmo - conclude
Falconi - che anche altrove si seguisse l'esempio della Toscana e pertanto
chiediamo che questa delibera sia ritirata o almeno profondamente
modificata. In caso contrario i medici di famiglia la respingeranno».