Roma, 5 gennaio 1999
C O M U N I C A T O S T A M P A
La risposta del segretario nazionale del sindacato, Mario Falconi, al ministro Bindi
LA FIMMG CONTRO CHI FA ANNEGARE IL SSN NELLA BUROCRAZIA
"L'attacco della Fimmg non è affatto contro il Servizio sanitario nazionale, ma contro chi - forse senza rendersene conto - rischia di farlo annegare nel mare di un'inutile e perniciosa burocrazia".
Mario Falconi, segretario nazionale del maggior sindacato dei medici di famiglia, risponde così all'accusa del ministro Bindi che ieri ha definito "un inaccettabile attacco al Servizio sanitario nazionale" la protesta della Fimmg contro le nuove norme della Finanziaria in materia di prescrivibilità. "Francamente, quella del ministro è un'accusa che ci ferisce e offende - aggiunge Falconi -e che ci appare davvero paradossale e quanto meno strumentale alla luce di tutta la storia dei cinquant'anni della Fimmg, anche i più recenti".
Quanto al merito della questione, il leader dei medici di famiglia ribadisce che la norma sulla prescrivibilità dei farmaci contenute nel "collegato" alla Finanziaria "non avrà alcun effetto deterrente nei confronti di chi volesse contraffare le prescrizioni e anzi costituirà un ulteriore aggravio burocratico che colpirà, demotivandoli, tutti quei medici di famiglia, la stragrande maggioranza, impegnati quotidianamente a sostenere il Servizio sanitario pubblico".
Nonostante ciò, chiarisce Falconi, i medici di famiglia "obbediranno, obtorto collo, a una norma di legge iniqua. Quello che non faremo - spiega - sarà di rimediare, ancora una volta, a una norma legislativa imprecisa, quella del "collegato" alla Finanziaria '99, che non prevede alcuna distinzione delle patologie croniche dagli altri tipi di esenzione".
"Nessun voltafaccia, quindi - prosegue il segretario nazionale della Fimmg - ma solo la decisione di non accollarci più, unilateralmente, un ulteriore aggravio burocratico determinato dall'amministrazione, al quale avevamo cercato di porre rimedio con una proposta che faceva parte di un pacchetto più articolato, che comprendeva tra l'altro la costituzione di una commissione che, con il ministero, studiasse anche una struttura del ricettario del Ssn adeguata alle nuove normative nonchè misure che impegnassero tutti i medici del Servizio sanitario, non solo quelli di famiglia, a rispettare, davvero, le note della Cuf".
"Sarebbe senz'altro un chiaro segnale di positiva responsabilità se il ministero - propone Falconi - consentisse una moratoria dell'entrata in vigore della norma e, contestualmente, attivasse una commissione composta da tutti i soggetti interessati con il compito di chiarire rapidamente una situazione che certamente non giova ai cittadini".
Nel frattempo, la Fimmg oltre ad aver convocato il Consiglio nazionale del sindacato il 16 gennaio prossimo a Roma per valutare la situazione, ha indetto una giornata di protesta per lunedì 18 gennaio. "Nessuno sciopero che possa danneggiare i cittadini, però - sottolinea in conclusione Mario Falconi - ai nostri medici chiediamo di prolungare l'orario di lavoro di almeno un'ora per spiegare ai loro assistiti ciò che sta accadendo, cioè le sempre maggiori difficoltà che incontriamo nel tentare di assicurare loro il diritto alla tutela della salute".