Roma 30 Maggio 2001
Se
la Rai non correggerà efficacemente, già nella prossima trasmissione, la
disinformazione diffusa da Celentano, sul tema dei trapianti di organo, la Fimmg
- Federazione Italiana Medici di famiglia, il sindacato maggiormente
rappresentativo della categoria - inviterà i
medici di famiglia e i cittadini a “disertare” le trasmissioni
dell’emittente pubblica.
«Purtroppo
– dice Mario Falconi, segretario nazionale del Sindacato,– non possiamo
invitare i medici e i cittadini a non pagare il canone, ma non possiamo nemmeno
accettare passivamente la gravità delle affermazioni fatte da Celentano nella
sua trasmissione su un canale del servizio pubblico e in un orario di massimo
ascolto».
«Celentano
- aggiunge Falconi - sarà anche un grande cantante, ma nella circostanza ha
manifestato una enorme e, per me, imperdonabile ignoranza. Si può senz’altro
non essere d’accordo con la legge e con il principio del
“silenzio-assenso” – spiega il leader dei medici di famiglia – ma egli
ha insinuato il sospetto che ci si possa “svegliare senza un braccio”: come
dire, insomma, che gli organi possono essere espiantati a una persona che è
ancora in vita. Questo è assolutamente falso e perciò
inaccettabile, soprattutto se paventato da un personaggio di grande
notorietà che ha una qualche influenza sull’opinione pubblica, un’influenza
che dovrebbe esercitare con la massima cautela, consapevolezza e conoscenza
delle cose che dice».
«Invece
– prosegue Falconi – così non è stato: Celentano ha fatto un danno
gravissimo alla collettività proprio nel momento in cui stavamo recuperando il
ritardo che in questo settore abbiamo rispetto a tutti i Paesi più civili. Ma
soprattutto, per pura ignoranza, superficialità e demagogia, ha fatto un danno
incalcolabile a migliaia di persone che aspettano la salvezza da un organo
donato da chi, purtroppo, non ne ha più bisogno perché non è più in vita. Di
ciò, forse, il presidente della Rai Zaccaria non si è reso e non si rende
tutt’ora conto, se continua a difendere il cantante e la sua trasmissione
quando avrebbe avuto, viceversa, il dovere di far si che un tema così delicato
fosse affrontato in quella trasmissione attraverso un contraddittorio».
«La
legge sui trapianti attribuisce ai medici di famiglia un ruolo di grande rilievo
nell’informazione corretta sui trapianti – conclude il leader della Fimmg
– e pertanto ritengo che non possano restare indifferenti rispetto a chi,
invece, fa disinformazione. Per questo, se la Rai non farà in modo di
correggere efficacemente le falsità che sono state dette, inviteremo sia i
medici, sia quel milione e duecentomila cittadini che ogni giorno vengono nei
nostri studi, a cercare fonti più attendibili di informazione ».