Roma, 4 gennaio 1999

C O M U N I C A T O S T A M P A

I medici di famiglia contestano le norme sulla prescrivibilità "pensate da burocrati arroganti"

FALCONI: "DALLA FINANZIARIA AGGRAVI BUROCRATICI CHE PENALIZZANO L'ASSISTENZA AI CITTADINI"

"Siamo stanchi di dover passare una parte sempre maggiore del nostro tempo in inutili pratiche burocratiche sottraendolo a quello che dovrebbe essere il nostro principale obiettivo, cioè di pensare al modo migliore per tutelare la salute dei nostri assistiti".

E' così che Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg, il maggior sindacato dei medici di famiglia, commenta le norme sulla prescrivibilità dei farmaci contenute nella manovra finanziaria '99 ed entrate in vigore dal 1° gennaio di quest'anno.

Il fatto di essere riusciti a correggere parzialmente la stesura iniziale - secondo la quale i medici avrebbero dovuto apporre eventuale nota limitativa Cuf, timbro e firma sul retro della ricetta per far ottenere la rimborsabilità del farmaco prescritto al paziente - con l'obbligo ora previsto di scrivere accanto al farmaco l'eventuale nota di riferimento e la firma non soddisfa affatto il segretario nazionale della Fimmg.

"Questa misura - precisa infatti Falconi - non impedisce affatto, come sostiene il ministero della Sanità, che si possano verificare contraffazioni delle prescrizioni, ma addirittura rischia di facilitarle; e, ovviamente, richiede più tempo al medico nel redigere la ricetta, tempo che sarebbe molto meglio impiegato se dedicato al paziente". Insomma "come troppo spesso accade, ormai - lamenta il leader dei medici di famiglia - ci troviamo a dover subire norme assurde, pensate da persone dell'apparato statale che, diversamente da noi, non vivono quotidianamente i problemi dei cittadini e che perciò non solo non sanno valutare le conseguenze di queste misure ma, con una buona dose di arroganza, non ritengono neanche di doverci consultare".

Ricordando di aver ripetutamente scritto già da novembre sia al ministro sia, successivamente, al direttore del Dipartimento farmaci per rappresentare l'inutilità di questo aggravio amministrativo, Falconi sottolinea di averne ottenuto solo "generiche quanto insoddisfacenti risposte, in una cornice di gelosia di apparato del tutto fuori luogo".

Alla luce di tutto ciò, la Fimmg ha deciso di sospendere, almeno momentaneamente, l'accordo con la Federfarma sulla modalità di applicazione delle esenzioni per i ticket e, in particolare, per differenziare i soggetti affetti da malattie per le quali è prevista la pluriprescrizione da quelli affetti da invalidità, che godono di alcune forme di esenzione ma non della pluriprescrizione. Pertanto, "né io né alcuno dei medici della Fimmg - avverte Falconi - ci sentiamo impegnati a scrivere, nella parte della ricetta riguardante le esenzioni, alcunché di diverso da quanto facevamo in passato: riteniamo priva di efficacia per noi la circolare emanata in tal senso dal ministero della Sanità e da alcune Regioni" con la quale si intende ratificare l'accordo con Federfarma. La Fimmg, perciò, inviterà i propri iscritti a consigliare i cittadini di recarsi in farmacia con il tesserino di esenzione affinché il farmacista possa distinguere, ai fini del pagamento del ticket, le diverse categorie.

Contestualmente, annuncia infine Falconi, la Fimmg "inizierà nel Paese, in pieno accordo con il Tribunale per i diritti del malato, una diffusa denuncia di norme inique che mortificano il nostro ruolo professionale e penalizzano gli assistiti. Avrei voluto evitare ogni possibile disagio ai cittadini - conclude il leader dei medici di famiglia - ma purtroppo qualcuno ancora non vuol capire che non permettiamo a nessuno di usare la Fimmg a seconda delle circostanze e delle convenienze".