COMUNICATO STAMPA DEL 22 GIUGNO 1998

Il segretario nazionale della Fimmg, Mario Falconi,
commenta un articolo apparso oggi sul "Sole 24 ore" sui compensi dei medici di famiglia

"CIFRE IN LIBERTA' CONTRO CHI DIFENDE IL SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO"

"Ce l'aspettavamo: di tanto in tanto, specialmente nel periodo estivo e soprattutto quando si parla di rilanciare il Servizio sanitario nazionale dando un ruolo-cardine al medico di famiglia, quest'ultimo si trova oggetto di attacchi più o meno espliciti tendenti a screditarlo e con lui a screditare, appunto, il Ssn".

È così che Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg, il maggior sindacato italiano dei medici di famiglia, commenta gli articoli apparsi oggi sul "Sole 24 ore" relativi ai presunti compensi dei medici di medicina generale.

Se l'ennesimo attacco non giunge inatteso, quello che invece "stupisce davvero - sottolinea Falconi - è che il giornale che si picca di essere il più autorevole quotidiano economico italiano, usi termini errati quali "stipendio" e "guadagni". Non è così: si tratta in realtà di "incassi", cioè di somme al lordo dalle quali devono essere detratte le spese (per esempio l'ambulatorio, l'eventuale segretaria, lo smaltimento dei rifiuti, i costi degli spostamenti e così via) oltre che le imposte".

Quanto poi all'entità delle cifre "magari fossero esatte! - dice il leader della Fimmg - perché se lo fossero non solo vorrebbe dire che ci stiamo avvicinando ai livelli dei nostri colleghi europei, ma soprattutto dimostrerebbe che davvero ci siamo incamminati sulla strada della gestione manageriale della sanità: non più solo una quota capitaria fissa, ma una retribuzione variabile, commisurata alle prestazioni e ai servizi erogati, che abbia l'obiettivo primo di migliorare l'assistenza ai cittadini ma anche di razionalizzare il sistema e, quindi, di contenere i costi generali". Invece, anche le cifre "sono sbagliate - rileva Falconi - perché teoriche, cioè calcolate "a tavolino" su tutte le voci e su livelli che praticamente nessun medico di famiglia potrebbe sostenere. In altre parole - spiega - non tutte le prestazioni e i servizi scritti "sulla carta" possono essere svolti dal singolo medico. Tant'è che, per esempio, gli accordi regionali in Toscana e in Piemonte porteranno, in realtà e non in teoria, aumenti lordi sui 10 milioni annui lordi e non di 58,8 o 40,8 come si legge nella tabella del quotidiano, a fronte di prestazioni erogate in aggiunta a quelle "di base"".

"Purtroppo - fa notare ancora Falconi - chi ha realizzato gli articoli del "Sole 24 ore" di oggi, ancora una volta non si è preoccupato di sentire l'opinione dei diretti interessati, i medici di famiglia, preferendo pubblicare il commento peraltro molto equilibrato, di un medico ospedaliero, il prof. Sirchia. Il quale - aggiunge il segretario della Fimmg - ha correttamente messo in giusta evidenza la reale questione: non si tratta tanto di valutare l'entità dei compensi dei medici di famiglia quanto di guardare un po' più in profondità e di valutare se, quanto e come, questi compensi siano realmente correlati agli obiettivi di salute dei cittadini, di razionalizzazione del sistema e di "governo" della spesa".