Roma, 25 luglio 2001
COMUNICATO STAMPA
In merito all'audizione del Governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio
alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato
«CARO FAZIO, LEI NON PUÒ PERMETTERSI DI ESSERE NÉ AMBIGUO, NÉ SUPERFICIALE»
E' quanto afferma Mario Falconi
Segretario Generale della Fimmg - Federazione Italiana Medici di Famiglia -
sindacato maggiormente rappresentativo della categoria per alcune
affermazioni dello stesso Governatore, tra le quali quella in cui dice esserci
la possibilità di crescita al 3% a condizione che ci sia "una
pronta attuazione delle azioni di natura strutturale per rafforzare la fiducia
delle imprese e delle famiglie" e che per la sanità si impone una nuova
riforma "perché non si può
più garantire tutto a tutti" e quindi vanno riconsiderate le
modalità di accesso alle prestazioni e cercare combinazioni migliori" tra
la componenti pubblica e quella privata".
«Il Governatore sa benissimo - prosegue Falconi - che le risorse
pubbliche che il nostro Paese destina alla sanità sono tra le più basse
d'Europa e quindi dovrebbero crescere, come auspica lo stesso Presidente Ghigo e
coloro che ritengono debbano essere fatti tutti gli sforzi possibili, per
soddisfare un diritto costituzionalmente garantito.» « Se non si incrementa il
già insufficiente Fondo sanitario nazionale, visto che il Dpef prevede
una crescita del PIL e quindi della ricchezza prodotta
dal Paese, ciò significa che si vuole abbandonare la tutela della salute per i
cittadini italiani.»
«In merito poi - aggiunge il leader della Fimmg - all'affermazione
che "non si può garantire tutto a tutti" essa è vecchia,
datata e oltretutto suona come una beffa per i cittadini nell'attuale contesto
socio-sanitario. Già da molti anni infatti, Illustre Governatore, il
nostro Paese "non garantisce più tutto a tutti" prova ne sia che,
anche a causa dei bassi investimenti pubblici, i cittadini italiani spendono di
tasca propria circa 50 mila miliardi.» «Il problema non è quindi, Caro
Governatore, "garantire oggi tutto a tutti", ma non
discriminare nessun cittadino italiano in base al censo o l' area geografica di
appartenenza, soprattutto per prestazioni appropriate ed essenziali».
« Le assicuro - conclude Falconi - che attraverso un incremento del
Fondo, una nuova e moderna organizzazione sanitaria sia territoriale che in
ambito ospedaliero, anche attraverso una migliore combinazione tra la componente
pubblica e quella privata, e una maggiore attenzione al tema formazione per
cittadini ed operatori, al fine di rendere più solida ed efficace sia la
domanda che l'offerta, ancora oggi sarebbe possibile rispettare quanto
previsto dalla nostra Carta Costituzionale in tema di salute e rafforzare, in
tal modo, la fiducia delle famiglie a cui Lei fa riferimento.»